"UNA PIAZZA E UN TENDONE" PER RIBALTARE L'ASSURDO

Inviato da emerson | 26 Feb, 2008, 18:02

Per ribaltare l'assurda condanna a 7 anni di carcere per i 13 manifestanti contro la guerra della NATO del 1999 in jugoslavia.

Per rovesciare il delirio di sicurezza ed i processi paradigmatici di Genova-Cosenza e Firenze    

Una piazza ed un tendone in Piazza Ghiberti

*Venerdì 29 febbraio*

Aperitivo reggae con dj *Banpay*- *Crew e Tsunami *dalle 19.00 alle 23.00 nel Tendone in Piazza Ghiberti

*Sabato 1 marzo* ore 15.00 Piazza San Marco appuntamento per un corteo comunicativo in centro

Ore 17.00 nel Tendone in Piazza Ghiberti, Assemblea di confronto nazionale:

"Controllo sociale e processi ai movimenti: come rovesciare le politiche securitarie?"

Ore 21.00 nel Tendone Spettacolo teatrale e concerto:

*Teatro nascosto di Volterra * *Meg e 24 grana * *No Dal Molin rock band*

a seguire *Rock against the war night dale ore 1.00 al CSA Next-Emerson via di Bellagio *

*Domenica 2 marzo *Tendone in Piazza Ghiberti

Ore 10.00, Assemblea nazionale: "Genova, Porto Alegre, Firenze, 15 febbraio, e il nuovo ciclo dei movimenti sociali"

Ore 14.00 Assemblea nazionale del Patto contro la precarietà

Sito web sul processo del 13 maggio 99

Inviato da emerson | 14 Feb, 2008, 09:42

E' stato da poco messo online un sito web dedicato al processo di FIrenze sul 13 maggio '99.

 http://www.inventati.org/13maggio99/

Ci trovate i documenti del processo, le reazioni e i comunicati sulla assurda sentenza di primo grado, le ultime iniziative e gli aggiornamenti giorno per giorno. Fate girare!
 

Pubblichiamo qua di seguito anche un appello per una mobilitazione nazionale fatto girare recentemente dalla confederazione cobas e dal movimento antagonista toscano. 

FIRENZE CITTA' APERTA CHE RIPUDIA LA GUERRA…

Il Tribunale di Firenze ha condannato a 7 anni 13 imputati colpevoli di aver manifestato contro la guerra NATO nei Balcani (1999). Una guerra sostenuta dall'allora governo D'Alema in spregio alla Costituzione repubblicana: l'Italia ripudia la guerra.. Una condanna che arriva nove anni dopo i fatti. Il reato è resistenza pluriaggravata (dal fatto di essere più di dieci in una manifestazione).

7 anni per resistenza non hanno eguali, per questo reato, nella storia della Repubblica.

Si potrebbe fare l'elenco degli omicidi che si sono conclusi con pene inferiori.

Per partecipazione a banda armata le pene vanno dai 3 ai 5 anni, per rapina, senza feriti, sono sotto i 5.  Che cos'è una trappola? Un messaggio che dice non state nelle piazze alla luce del sole, perdetevi in trame impossibili così ci aiutate ad alimentare la psicosi del terrorismo (interno ed internazionale). Stupri e violenze sulle donne, così come gli incidenti sul lavoro, sono considerati reati di poco conto: sono attentati alla persona e non alla proprietà che è quella da difendere.

Una condanna che, travolgendo ogni misura, fa vedere l'odio della casta per gli attivisti che sfidano l'ordine imperiale della guerra globale.

NOI SAPPIAMO CHE RIUSCIREMO A ROVESCIARE QUESTA SENTENZA

Una sentenza simile è un boomerang per chi l'ha emessa. Non è nelle cose, e non a caso anche il sindaco Domenici  è dovuto intervenire. Siamo sicuri di vincere sul campo, di ribaltare questa sentenza. Sosterremo una campagna permanente ("processo al processo") da qui all'appello  attraversando la città (la città bene  comune e spazio pubblico). Una campagna lunga da condurre con una molteplicità di supporti mediatici e con una larga versatilità dei modi di presentazione. L'obiettivo è arrivare all'appello con la ridicolizzazione della sentenza, l'affermazione positiva della "resistenza" ed un vastissimo schieramento sociale, politico, giuridico e culturale.

Questa sentenza si collega temporalmente a quelle di Genova e di Cosenza. Non c'è dubbio che le condanne di Genova e le richieste di Cosenza l'abbiano condizionata.  Sentenze che oscillano tra innovazione - nuove configurazione di reati per rispondere penalmente alle future insorgenze, per cui devastazione&saccheggio o l'associazione sovversiva che può essere temporanea e finalizzata ad un singolo momento/evento- ed esaltazione del vecchio – innalzare esponenzialmente le pene, come nel caso di Firenze, o riesumare reati come cospirazione politica utilizzati, nella storia della Repubblica solo per i golpisti.

Crediamo che la  sentenza di Firenze possa essere l'occasione per un appuntamento nazionale di alto livello, sul terreno della solidarietà in tutte le sue espressioni.

Una due giorni che riporti la città, oggi preda del delirio securitario, ai giorni migliori della sua storia recente: quelli del novembre 2002, dell'European Social Forum. Una città aperta che ripudia la guerra, che apre le sue strade, le sue porte per.unirsi ai manifestanti.

Abbiamo bisogno di tornare a respirare l'atmosfera di quei giorni, contro la guerra e per un altro mondo possibile da costruire.

Per questo proponiamo un fine settimana (sabato 1 marzo e domenica 2 marzo?) come giornate d'incontro, dove discutere, anche in forma seminariale, sul rapporto conflitto/processi, così da autoformarsi la cassetta degli attrezzi per affrontare/capovolgere queste sentenze; un forte appuntamento, anche spettacolare, di solidarietà e di comunanza con i condannati; una grossa assemblea per interpretare questi passaggi, la possibilità di altri momenti d'incontro e mobilitazione.. 

13.2.1008 CONFEDERAZIONE COBAS –MOVIMENTO ANTAGONISTA TOSCANO 

SABATO 9 FEB. FIRENZE CONTRO I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE TEMPORANEA

Inviato da emerson | 5 Feb, 2008, 20:38

APPELLO A TUTTO IL MOVIMENTO ANTIRAZZISTA NO AI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE TEMPORANEA

Il Comune di Firenze in accordo con il ministero degli Interni ha recentemente firmato un protocollo di intesa per costruire a Firenze due Centri di Identificazione Temporanea per i richiedenti asilo. La scelta della città, come quella dei luoghi preposti ad ospitare queste strutture non è casuale. Da molti anni la "Firenze" solidale e antirazzista ospita centinaia di uomini e donne (molti soldati) che scappano dall'inferno del Corno d'Africa. Giovani e giovanissimi eritrei, somali, etiopi lasciano direttamente i territori della guerra per ricercare un futuro di vita diverso. Molti di questi giovani hanno pagato con la vita viaggi interminabili. Firenze non ha offerto nessuna forma di accoglienza al bisogno dei richiedenti asilo. Da molti anni il Movimento di Lotta per la Casa e altre associazioni della solidarietà hanno organizzato battaglie di difesa dei diritti dei richiedenti asilo. Queste forme di solidarietà si sono scontrate, spesso, con la chiusura totale delle istituzioni e con la sottocultura e l'ignoranza. Oggi, invece di sottoscrivere un impegno comune di accoglienza per i richidenti asilo, si chiedono strutture di "fermo e controllo preventivo" gestite direttamente dal Ministero degli Interni. Una in una struttura che dopo una lunga trattativa doveva ospitare i richiedenti asilo somali in Via del Fosso Macinante, ad oggi usata per l'emergenza freddo. L'altra addirittura in uno stabile occupato dal Movimento di Lotta per la Casa. Il senso e la natura della proposta stessa appare come una evidente provocazione, non solo nei confronti del Movimento di Lotta per la casa, ma anche di qualsiasi coscienza antirazzista esistente nel territorio cittadino. Sono queste le ragioni forti che chiamano tutti gli antirazzisti ad una mobilitazione conseguente. Firenze ha bisogno di mutuo soccorso, di solidarietà, di uguaglianza, di liberarsi dalle farneticazioni autoritarie nate dal delirio "securitario" esistente in tutti i partiti di "governo" e di opposizione. Firenze non ha bisgno di LUOGHI DI POLIZIA e di negazione del diritto.

FIRENZE HA BISOGNO DI CAMBIARE

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE, I RICHIEDENTI ASILO SOMALI, ERITREI E ETIOPI INVITANO TUTTI AD UN IMPEGNO COMUNE CONTRO LA COSTRUZIONE DEI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE TEMPORANEA.

SABATO 9 FEBBRAIO ORE 9,30 DAVANTI ALLO STABILE OCCUPATO DI VIALE GUIDONI MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO LE STRUTTURE DELLA NEGAZIONE DEI DIRITTI

L'INCONTRO TRA LE STRUTTURE ANTIRAZZISTE RIUNITOSI GIOVEDI' 31 GENNAIO PRESSO LO STABILE OCCUPATO DI VIALE MATTEOTTI