"Rovesciare le città" e "classe a venire": intervista aperta a Toni Negri: Mercoledi 12 Dicembre in Viale Matteotti 15

Inviato da emerson | 3 Dic, 2007, 18:28

DIVENIRE METROPOLI, ROVESCIARE LE CITTÀ.

12 DICEMBRE, *case occupate di *VIALE MATTEOTTI 15*.

ORE 17.00  Dibattito con:

- Toni Negri, filosofo.

- Marvi Maggio, architetta ricercatrice della rete INURA

- Fabrizio Bertini, Presidio permanente per la non riapertura dell' inceneritore di Montale (Pt) e Rete Nazionale Rifiuti Zero

- Dariuche Dowlatchai (Associazione Hassan Fathi)

- Lorenzo Bargellini, Movimento di Lotta per la Casa di Firenze

 

ore  21.00

  dopo una pausa per la cena: intervista aperta:

CLASSE A-VENIRE IL LESSICO E LE CATEGORIE DEL MONDO IN TRASFORMAZIONE:

DIECI DOMANDE A  TONI NEGRI , SU CAPITALE E LOTTA DI CLASSE.

 introducono: Massimo Cervelli e Vittorio Sergi 

* Più della metà della popolazione mondiale vive oggi nelle aree metropolitane. La misura economica e politica della città italiana e della sua provincia estesa viene oggi sussunta all'interno della relazione metropolitana. Leggere le trasformazioni urbane, sociali ed economiche attraverso questa relazione significa interpretare non solamente la fisicità dello spazio urbano ma anche un paradigma di relazione tra il tempo, lo spazio e le forme di produzione. Infatti un processo antagonistico tra due parti, la cui relazione consiste nell'inimicizia, innerva totalmente la metropoli. Da un lato essa consiste, fedele alla sua etimologia, nell'esercizio di un comando che si irradia su tutti gli altri territori -- per questo ovunque vi è della metropoli. Essa è lo spazio in cui e da cui l'intensità e la concentrazione dei dispositivi dell'oppressione, dello sfruttamento e del dominio si esprimono al loro massimo grado ed estensione. Nella metropoli collassano e finiscono la città e la campagna, la modernità e le seconde nature. Nella metropoli l'industria, la comunicazione e lo spettacolo fanno un tutt'uno produttivo, laddove al governo è demandato il compito di connettere e controllare la cooperazione sociale che ne è alla base per poi poterne estrarne plusvalore attraverso gli apparati biopolitici. [....] Nell'estensione metropolitana della vita comune vive l' intensità dell'immaginazione rivoluzionaria del comunismo che viene. Questo incontro si propone come uno strumento di analisi delle trasformazioni profonde che stanno interessando l'area metropolitana di Firenze e più in generale tutte le aree urbane del continente europeo. Le specificità di Firenze e della sua regione rappresentano il terreno concreto su cui si esercitano i progetti, i tentativi, i successi e gli insuccessi di sovvertire il presente dominato dalla miseria di uno sfruttamento biopolitico sempre più intenso. la lotta contro la rendita e lo sfruttamento dell'ambiente nel ciclo produttivo post-fordista sono lo scenario quotidiano su cui agiscono oggi i soggetti sociali antagonisti, sovversivi, creativi. Interpretare questa realtà è fondamentale per tracciare una mappa delle azioni e dei progetti.

Movimento di lotta per la casa

GlobalProject Firenze 

Assemblea con i NO DAL MOLIN in preparazione del corteo a Vicenza del 15 dic.

Inviato da emerson | 2 Dic, 2007, 17:24

Mercoledi 5 Dic. ore 18.00 nello stabile occupato di Viale Matteotti 15  

Continuano le mobilitazioni per fermare i lavori della base USA al Dal Molin di Vicenza.
Poche settimane fa il Presidio Permanente ha vinto la sua battaglia contro i primi lavori e la società che stava bonificando il
territorio ha rinunciato all’appalto e ritirato i propri operai. Ma non è bastato, la decisione di costruire una base di guerra e di morte rimane, e l’inizio dei lavori viene confermato per Giugno 2008.
Il 14, 15 e 16 dicembre ci sarà una tre giorni europea per mettere in relazione tutti quei movimenti, gruppi, comitati, associazioni che lottano contro la guerra, per la difesa del territorio e dei beni comuni, dalla lotta delle comunità ceche contro l’installazione dello scudo stellare alle reti olandesi contro le basi militari, dal No TAV al No Mose, da Napoli a Camp Darby.
Sabato 15 Dicembre sarà la Manifestazione Europea.
Tutti/e a Vicenza Contro la Guerra e le basi militari, contro le negazioni di diritti e le esportazioni di morte e distuzione, Contro la devastazione dei territori e per la difesa dei beni comuni.

Organizziamo i "No War Express" per la manifestazione europea 

 

Bloccata la sede di Firenze della Ditta ABC impagnata nei lavori al Dal Molin

Inviato da emerson | 24 Nov, 2007, 18:48

Venerdi 23 Novembre, dalle 8:00 di mattina , una delegazione di donne del Presidio Permanente contro la base USA Dal Molin di Vicenza con altri movimenti fiorentini hanno sostenuto il blocco totale degli uffici della ditta "ABC" impegnata nei lavori di bonifica per la costruzione della nuova base militare USA. I dipendenti sono stati bloccati fuori dagli uffici e tutte le attività lavorative sono sospese. Chiediamo, come abbiamo già fatto in passato, che la ditta ABC con sede a Firenze in piazzale Donatello numero 4, si ritiri dall'appalto di bonifica insieme alla ditta Strago srl di Pozzuoli che sta svolgendo un lavoro analogo. E' inaccettabile che una ditta impegnata da anni in operazioni di bonifica e sminamento, accetti un appalto destinato alla costruizione di una nuova base militare, ovvero una nuova arma di distruzione di massa da cui partiranno bombardieri e contingenti militari destinati a sostenere le numerose guerre di aggressione in cui sono impegnati anche con il sostegno del governo italiano gli Stati Uniti d'America. Nei conflitti armati di oggi, più del 90% delle vittime è costituito da civili. Gli Stati Uniti inoltre non hanno accettato tra l'altro di firmare la moratoria sulla messa al bando delle mine antiuomo che ogni anno uccidono decine di migliaia di persone innocenti in tutto il mondo e l'Italia è uno dei primi dieci paesi al mondo per la produzione e la esportazione di questi ordigni infami. Rilanciamo con forza la partecipazione da Firenze e dalla Toscana a tutte le iniziative di lotta e di azione diretta di blocco e sabotaggio contro il complesso militare-industriale e nello specifico contro la costruzione della nuova base USA a Vicenza e contro le ditte che hanno stipulato appalti e contratti per questa opera.

Convochiamo una ASSEMBLEA PUBBLICA IL 5 DICEMBRE ALLE ORE 18 PRESSO L'OCCUPAZIONE DI VIALE MATTEOTTI 15 CON LA PARTECIPAZIONE DI UNA DELEGAZIONE DI DONNE DEL PRESIDIO PERMANENTE DI VICENZA, PER DISCUTERE LE MODALITA' E LE FORME DI UNA PARTECIPAZIONE ALLE GIORNATE DI LOTTA DEL 13, 14, 15 DICEMBRE A VICENZA
Andremo a Vicenza il 13,14,15 dicembre e vogliamo andarci in TRENO ad un prezzo politico per garantire una ampia partecipazione. Per questo apriamo da oggi una campagna di comunicazione e di azione contro la politica repressiva di Trenitalia che da più di un anno ormai boicotta attivamente la partecipazione democratica ed il diritto a manifestare. tutti e tutte a Vicenza! contro la guerra e gli speculatori di morte!
Movimento di Lotta per la Casa - Firenze

Contro la Vendetta di Stato Tutt* a Genova Sab. 17 Nov.

Inviato da emerson | 1 Nov, 2007, 16:08

Il 19-20 e 21 Luglio 2001 un movimento in crescita manifestava
nella blindatissima Genova. Un movimento che,per la sua potenzialità,
lo stato decide di stroncare. L’assassinio di Carlo, i pestaggi, le torture
alla Diaz e nella Caserma di Bolzaneto, l’uso militare di blindati,
lacrimogeni, elicotteri; un piano preparato dal Centro Sinistra di
D’Alema e gestito da Berlusconi con l’obiettivo di terrorizzare e
“rimandare a casa” ogni ipotesi di cambiamento.Ma non e’ bastato;
Genova aveva “parlato” alla società, portato la conflittualità in piazza,
innescato nuova partecipazione e protagonismo, per questo lo stato
non si ferma, per questo vuole condanne esemplari; quindi
Condannare Genova per controllare il futuro.
Non solo il processo ai 25 manifestanti ma anche il processo di
Cosenza, la cui sentenza uscirà il 19 dicembre, contro 13 militanti della
Rete del SUD-Ribelle accusati di “associazione sovversiva” per le
manifestazioni di Napoli e Genova 2001. Ben due processi, quindi, con
castelli accusatori e impianti diversi: a Cosenza il “reato associativo” e
la “destabilizzazione dello stato” a Genova le “responsabilità individuali
durante i cortei” e l’inviolabilità della Proprietà Privata (Vetrine, Banche,
Supermercati, Multinazionali). La legge, si sa, è uguale per tutti:
Tutto avviene in un paese in cui la “questione giustizia” è lo specchio
dell’odio di classe, della xenofobia, dell’autoritarismo delle classi
dirigenti. Un paese che “non torce un capello” a grandi imprenditori,
manager, affaristi, politici e militari reponsabili di crack finanziari, morti
sul lavoro, nelle carceri, nei CPT, affondamenti di navi di migranti,
crimini di guerra e che invoca la forca per lavavetri, writers, occupanti
di case e spazi sociali, clandestini, fumatori di canne, “ribelli” e “strani”
di ogni tipo. Tutti/e a Genova contro questo rovesciamento della realtà
che condanna chi si è ribellato ad una certa visione del mondo ed erge
a paladini dell’ordine i macellai in divisa e gli assassini di Carlo Giuliani.

Genova non si cancella_Genova non si condanna. Manifestazione 17 Novembre

Inviato da emerson | 26 Ott, 2007, 00:54

LA STORIA SIAMO NOI

E' da anni che chiediamo che tutti e tutte si facciano carico delle sorti dei processi per il g8 di genova. L'arroganza dei pm genovesi titolari del processo contro 25 manifestanti per devastazione e saccheggio sembra finalmente aver
smosso la coscienza di quei 300.000 che a Genova hanno cercato di opporsi al pensiero unico che il g8 rappresenta.
Pensiamo che questo non sia il momento di settarismi e distinguo puerili, ma che sia necessaria una manifestazione di massa e una partecipazione senza se e senza ma a tutte le iniziative che vogliono fare pressione per evitare che la sentenza del processo per devastazione e saccheggio ricalchi le richieste dei pm.
Per questo speriamo che tutti e tutte rispondano agli appelli e alle moblitazioni che verranno lanciate, con intelligenza e con la voglia di gridare e rivendicare quel lontano 20 e 21 luglio 2001.

LA STORIA SIAMO NOI
Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre

"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e
realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro
il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*, nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato.
Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007
LA STORIA SIAMO NOI

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