Inviato da emerson | 24 Apr, 2008, 05:09
Dopo le accuse di corruzione per il capogruppo del PD Formigli, i giornali fiorentini sono in subbuglio per un altro scoop.
Pare che dal 2004 sia attivo a Firenze un "corpo ausiliario" della polizia municipale composto da centinaia di fedeli onesti cittadini. 600 persone il cui compito e' quello di passare il tempo a ficcare il naso nella vita degli altri. controllare orari, amicizie, frequentazioni dell'uno e dell'altro, come in un delizioso filmetto noir di quarta categoria.
Beh, onestamente non e' una gran scoperta. I libri di Pratolini sono pieni di informatori, confidenti, squallidi personaggi facilmente ricattabili o zelanti vecchietti con troppo tempo a disposizione e tanta noia. Ai giorni nostri probabilmente alla noia si aggiunge quel senso di vertigine che ti prende in testa quando impari la vita dal telegiornale, quando impari che il vicino e' tuo nemico, che il lavavetri nasconde un mitra nel secchio, che il barbone all'angolo sogna di ucciderti, che la lavandaia trama contro il bene comune.
"Nulla a che fare con le ronde padane!" dice Cioni. Ovvia Cioni meno male va'.. pensa che per un attimo ci era sembrato di vivere in un mondo di pazzi.
fonte corriere fiorentino
Seicento sentinelle tra parroci, studenti, commercianti per il controllo del territorio. Segnalano disagi e possibili reati ai vigili urbani Anche Firenze ha le sue «sentinelle ». Nulla a che vedere con le ronde padane. E senza «cellulare di servizio» come quelle di Bologna. Qui, invece, l'assessore alla sicurezza Graziano Cioni ha messo su (dal 2004) una vera e propria rete di «informatori », una sorta di grande fratello con occhi puntati sul territorio, con l'obiettivo di osservare (e segnalare) i problemi della città: dalle questioni di sicurezza a quelle di degrado. Seicento persone in tutto: parroci, commercianti, pensionati, avvocati, responsabili di mense o case del popolo. Una squadra di «partner», come sono chiamati in Palazzo Vecchio. Tra loro, un nucleo di 150 «fedelissimi » che rappresentano punti di riferimento chiave per il controllo del territorio. «Ci permettono — spiega Mario Rondinelli, responsabile della zona Rifredi- Campo di Marte della polizia municipale — di vedere cose che l'occhio di un vigile a volte non riesce a cogliere». E con loro, entro agosto (quando saranno trovati i finanziamenti necessari), rientreranno in azione anche gli anziani dell'Ancescao e dell'Auser.
NIENTE RONDE. «Sono contrario alle ronde — dice Cioni — se si intendono quelle di tipo padano, ma favorevole ad altre iniziative condivise e partecipate con il territorio. Da tempo abbiano rapporti con la società civile che fa da sorveglianza». L'esperienza delle 600 sentinelle è partita nel 2004. Sono state reclutate attraverso un progetto, «Marketing urbano», gestito dal sociologo Maurizio Fiasco. E da allora hanno un rapporto costante con gli agenti della polizia municipale. Segnalano piccoli disservizi, come la panchina rotta oppure il tombino che fa rumore, ma anche problemi più grandi. Quelli ad esempio che investono il campo della sicurezza: spaccio di droga, prostituzione, abusivismo. Ma qui la polizia municipale perde competenza: «Non spetta a noi intervenire in questi casi — continua Rondinelli — per cui ci rivolgiamo alle autorità competenti. Gli elementi che però ci vengono forniti dalle "sentinelle" sono essenziali: ci raccontano orari, descrivono persone, macchine e particolari che facilitano le operazioni». Un limite che l'assessore Cioni vorrebbe superare: «Il vigile — sostiene — dovrebbe occuparsi anche di sicurezza, con corsi di formazione ah hoc». Tra questi le «sentinelle» e la polizia municipale si è creato nel tempo un vero e proprio rapporto confidenziale. «Lo scambio è diventato ormai normale», racconta Rondinella. È un rapporto di totale fiducia: «Se mi telefona un partner sono sicuro di sapere esattamente come sono andati i fatti».
CONTATTI COSTANTI. Il contatto è costante: ogni 15 giorni se non ci sono emergenze. Ma non è soltanto a senso unico: i partner fanno le segnalazioni alla polizia municipale e la polizia municipale contatta loro se ha bisogno di informazioni sul territorio. «Capita spesso che ci vengano presentati degli esposti, noi per aver maggiori dettagli o conferme li contattiamo perché hanno una percezione della città che ci aiuta a intervenire». «Possono - conclude Rondinella darci riferimenti su che motorino usano i ragazzi che di solito imbrattano i muri sotto casa loro, oppure dirci quali a che ora cominciano i bivacchi. Il problema della sicurezza, però, secondo Cioni deve essere affrontato anche attraverso un miglioramento del rapporto fra la presenza degli agenti di giorno e di notte che è di dieci a uno, ossia 400 agenti contro 40. Intanto a Firenze, entro l'estate, l'assessore ha in programma un convegno nazionale sulla sicurezza per portare a confronto le esperienze delle diverse città italiane. Federica Sanna23 aprile 200
Inviato da emerson | 7 Gen, 2008, 22:11
Il protocollo d'intesa tra Comune
e Provincia di Firenze e Regione Toscana per l'edificazione di edifici pubblici
nell'area di Castello è un atto che sancisce un grande affare per la Fondiaria-Sai di
Salvatore Ligresti, ma non per i cittadini.
Con la costruzione degli uffici
di Regione e Provincia, il piano di Castello rappresenta una delle più grandi
speculazioni immobiliari in Italia.
I soggetti pubblici che hanno
autorizzato la variante di Castello non sono committenti qualsiasi, in quanto
l'intervento pubblico per decine e decine di milioni risulta decisivo affinché
l'operazione di speculazione sull'ultima area verde di Firenze sia promossa sul
mercato immobiliare.
Difficilmente sul 'libero
mercato' ci sarebbe stato qualcuno disponibile a costruire qualcosa a fianco
della pista dell'aeroporto di Peretola, tra l'autostrada e la ferrovia"
Per questa immensa lottizzazione,
1 milione e quattrocento mila metri cubi di cemento, non esiste in città
richiesta di soggetti privati e senza i soldi pubblici l'operazione Ligresti
non sarebbe mai partita.
Questa operazione ha
completamente ribaltato la logica delle scelte urbanistiche: adottare lo
strumento urbanistico adeguato solo dopo aver appurato un bisogno diffuso. In
questo caso si è fatta prima la scelta (saturare di cemento la piana) e poi ci
si è adoperati a trovare la domanda in modo da legittimarla a posteriori.
Si tratta di una cementificazione
pesantissima che non risponde a nessuno dei bisogni e delle esigenze reali
della città, come dimostra l'irrisoria previsione di alloggi di edilizia
popolare (solo 158 su oltre 1000 previsti per l'edilizia privata). L'intervento,
che viene a collocarsi in un’ area dall'equilibrio sociale e ambientale
fortemente compromesso, saturerà l'unico corridoio ambientale che unisce le
colline di Monte Morello con l'Arno con ricadute sul clima e il ricambio d'aria
all'interno della piana fiorentina.
Il quadro economico annunciato è gravissimo:
la Regione
dovrà vendere i palazzi di Novoli che diventeranno magari grandi alberghi o
residence e spendere altre risorse, mentre la Provincia dichiara di dover
attivare un project financing dalle dimensioni economiche impressionanti.
Regione e Provincia, con il
protocollo firmato a gennaio 2006 con Palazzo Vecchio, costruiranno sedici
ettari di uffici con la
Provincia che costruisce su 68mila metri quadrati, compresa
la cittadella per gli studenti delle medie superiori, e la Regione che edifica su una
superficie di 90mila metri quadrati; di cui 58mila da dedicare al centro
direzionale della giunta e gli altri 32mila alle agenzie regionali: Arpat
(ambiente), Apet (promozione), Arsia (agricoltura).
Costo: fra i 220 e i 280 milioni
di euro.
Obiettivo: ospitare un esercito
di tremila dipendenti. Molti dei quali potranno avere anche casa lì, nella
piana. Uscio e bottega, come si diceva una volta.
Tempi di costruzione: cinque anni
per la Provincia,
7-8 per la Regione.
I palazzoni di Novoli, costati 45
milioni di euro, corrono il rischio di essere
dati in permuta a Ligresti, come parziale pagamento dell'operazione con
il Comune pronto come al solito a facilitare l'operazione cambiandone la destinazione
d'uso: i palazzoni potrebbero diventare poli commerciali, alberghieri o
espositivi.
L’unico accordo non ancora
raggiunto, e di cui si parla in questi giorni, è quello riguardante chi
costruisce sull’area.
Ligresti, oltre a dare i terreni,
vorrebbe costruire materialmente su tutta l’area con il Comune d’accordo, ma
Regione e soprattutto Provincia vorrebbero indire formalmente una gara
d’appalto, per non trovarsi nei guai successivamente oppure perché hanno
ulteriori consorterie da accontentare visto che per adesso dalla speculazione
sull’area di Castello sono esclusi i grossi gruppi edilizi cittadini.
Insomma, per la pubblica
amministrazione, nonostante il parere contrario della maggioranza dei
cittadini, non è in discussione la cementificazione e la speculazione sull’ultima
area verde metropolitana ma “semplicemente” quali e quanto i poteri forti ci
guadagneranno.
Inviato da emerson | 13 Ott, 2007, 21:48
La Città Proibita
Video del corteo di Sabato 22 Settembre a Firenze
http://it.youtube.com/watch?v=E9cBDf-BcI0
Inviato da emerson | 14 Set, 2007, 12:02
Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:31
Il complesso fieristico e l’ex convento di Sant’Orsola diventano
proprietà di Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio vanno al
Demanio le Cascine (per la Finanza) e altri immobili. Agraria spostata
a Sesto
La Fortezza da Basso e l’ex convento di Sant’Orsola passano di
proprietà: dallo Stato a Regione, Provincia e Comune di Firenze. In
cambio il Demanio riceverà le “Cascine” (cioè 11 immobili dello storico
parco di Firenze oggi utilizzati da Agraria che ospiteranno , a spese
dello Stato e non del Comune, la nuova caserma della Guardia di
Finanza), la Villa del Poggiolo, la caserma Tassi (che già ospita il
Comando regionale dei carabinieri), la Villa di Camerata, Castel Pucci
a Scandicci e l’area di via delle Porte Nuove. In più alla zona di via
Valfonda, che ora ospita la Guardia di Finanza, verrà cambiata la
destinazione d’uso per aumentarne il valore immobiliare. Però l’ex
caserma Quarlieri a Sesto passerà dallo Stato all’Università di Firenze
per la nuova sede di Agraria. Si tratta di un giro d’affari da circa
180-190 milioni di euro. Questo dice, dopo quasi un anno di trattative,
il protocollo d’intesa che sarà firmato il prossimo 2 agosto a Roma e
che entro 6 mesi andrà tradotto in un contratto vero e proprio. E in
quel momento dovrebbe svanire anche la cappa di incertezza che fin qui
ha pesato sul futuro di Firenze Fiera, la spa a maggioranza pubblica
(principale azionista è la Regione) che fin qui ha conosciuto enormi
buchi di bilancio (nel 2005 il disavanzo arrivò a 6 milioni), inchieste
della magistratura (per strutture provvisorie la cui autorizzazione era
scaduta) e che dopo l’avvento del nuovo management (il presidente
Roberto Negrini e l’ad Bruschini) sta cercando di risollevarsi. Ma il
vero nodo rimaneva l’ultilizzo di una struttura, appunto la Fortezza,
che era in affitto, per cui quindi qualsiasi investimento era a
rischio. Adesso (o meglio quando ci sarà il passaggio di proprietà)
Firenze Fiera avrà più certezza e anche il piano di rilancio da 55
milioni di euro (quasi 30 della Regione) basi più solide. Non a caso Il
presidente della Toscana Claudio Martini nel presentare l’intesa spiega
che «adesso chi ha voglia veramente di impegnarsi potrà farlo». Un
richiamo agli imprenditori privati che il neopresidente di
Confindustria Firenze Giovanni Gentile pare cogliere quando spiega che
: «adesso bisogna investire andando avanti con idee e progetti
concreti». Si vedrà quanto tireranno fuori gli imprenditori.
Nell’attesa comunque ci sarà da definire i particolari tecnici
dell’operazione. Il demanio vuol cedere a un unico soggetto e non a
tre, cioè Regione, Provincia e Comune. «La mia ipotesi - spiega
l’assessore regionale Anna Rita Bramerini - è che si possa costituire
un nuovo soggetto pubblico formato dai tre enti a cui vada tutto il
patrimonio immobiliare». E scorporare così la proprietà dalla gestione
che potrebbe essere affidata invece a una società mista
pubblico-privata, magari con un partner esperto in organizzazione di
fiere e convegni.
fonte: http://www.primapagina.regione.toscana.it