Inviato da emerson | 5 Dic, 2008, 17:42
Un'altra fabbrica che minaccia di chiudere, questa volta nel nostro quartiere, a due passi dal NextEmerson. Decine di persone sull'orlo della cassa integrazione. Un'altra area da dismettere per macinare soldi e cemento. Dietro "l'affair Castello" che ha mandato a gambe all'aria l'intera giunta comunale c'e' un quartiere bellissimo violentato da mille speculazioni edilizie, stravolto da cambiamenti imposti il cui unico senso e' quello di rendere piu' ricchi i potenti di sempre.
Sabato 6 dicembre - ore 10.00 (ritrovo al nextemerson)
Volantinaggio nel quartiere contro la chiusura della Seves e contro l'ennesima speculazione.
Leggi il volantino... (Continua)
Inviato da emerson | 7 Gen, 2008, 22:11
Il protocollo d'intesa tra Comune
e Provincia di Firenze e Regione Toscana per l'edificazione di edifici pubblici
nell'area di Castello è un atto che sancisce un grande affare per la Fondiaria-Sai di
Salvatore Ligresti, ma non per i cittadini.
Con la costruzione degli uffici
di Regione e Provincia, il piano di Castello rappresenta una delle più grandi
speculazioni immobiliari in Italia.
I soggetti pubblici che hanno
autorizzato la variante di Castello non sono committenti qualsiasi, in quanto
l'intervento pubblico per decine e decine di milioni risulta decisivo affinché
l'operazione di speculazione sull'ultima area verde di Firenze sia promossa sul
mercato immobiliare.
Difficilmente sul 'libero
mercato' ci sarebbe stato qualcuno disponibile a costruire qualcosa a fianco
della pista dell'aeroporto di Peretola, tra l'autostrada e la ferrovia"
Per questa immensa lottizzazione,
1 milione e quattrocento mila metri cubi di cemento, non esiste in città
richiesta di soggetti privati e senza i soldi pubblici l'operazione Ligresti
non sarebbe mai partita.
Questa operazione ha
completamente ribaltato la logica delle scelte urbanistiche: adottare lo
strumento urbanistico adeguato solo dopo aver appurato un bisogno diffuso. In
questo caso si è fatta prima la scelta (saturare di cemento la piana) e poi ci
si è adoperati a trovare la domanda in modo da legittimarla a posteriori.
Si tratta di una cementificazione
pesantissima che non risponde a nessuno dei bisogni e delle esigenze reali
della città, come dimostra l'irrisoria previsione di alloggi di edilizia
popolare (solo 158 su oltre 1000 previsti per l'edilizia privata). L'intervento,
che viene a collocarsi in un’ area dall'equilibrio sociale e ambientale
fortemente compromesso, saturerà l'unico corridoio ambientale che unisce le
colline di Monte Morello con l'Arno con ricadute sul clima e il ricambio d'aria
all'interno della piana fiorentina.
Il quadro economico annunciato è gravissimo:
la Regione
dovrà vendere i palazzi di Novoli che diventeranno magari grandi alberghi o
residence e spendere altre risorse, mentre la Provincia dichiara di dover
attivare un project financing dalle dimensioni economiche impressionanti.
Regione e Provincia, con il
protocollo firmato a gennaio 2006 con Palazzo Vecchio, costruiranno sedici
ettari di uffici con la
Provincia che costruisce su 68mila metri quadrati, compresa
la cittadella per gli studenti delle medie superiori, e la Regione che edifica su una
superficie di 90mila metri quadrati; di cui 58mila da dedicare al centro
direzionale della giunta e gli altri 32mila alle agenzie regionali: Arpat
(ambiente), Apet (promozione), Arsia (agricoltura).
Costo: fra i 220 e i 280 milioni
di euro.
Obiettivo: ospitare un esercito
di tremila dipendenti. Molti dei quali potranno avere anche casa lì, nella
piana. Uscio e bottega, come si diceva una volta.
Tempi di costruzione: cinque anni
per la Provincia,
7-8 per la Regione.
I palazzoni di Novoli, costati 45
milioni di euro, corrono il rischio di essere
dati in permuta a Ligresti, come parziale pagamento dell'operazione con
il Comune pronto come al solito a facilitare l'operazione cambiandone la destinazione
d'uso: i palazzoni potrebbero diventare poli commerciali, alberghieri o
espositivi.
L’unico accordo non ancora
raggiunto, e di cui si parla in questi giorni, è quello riguardante chi
costruisce sull’area.
Ligresti, oltre a dare i terreni,
vorrebbe costruire materialmente su tutta l’area con il Comune d’accordo, ma
Regione e soprattutto Provincia vorrebbero indire formalmente una gara
d’appalto, per non trovarsi nei guai successivamente oppure perché hanno
ulteriori consorterie da accontentare visto che per adesso dalla speculazione
sull’area di Castello sono esclusi i grossi gruppi edilizi cittadini.
Insomma, per la pubblica
amministrazione, nonostante il parere contrario della maggioranza dei
cittadini, non è in discussione la cementificazione e la speculazione sull’ultima
area verde metropolitana ma “semplicemente” quali e quanto i poteri forti ci
guadagneranno.
Inviato da emerson | 13 Ott, 2007, 21:48
La Città Proibita
Video del corteo di Sabato 22 Settembre a Firenze
http://it.youtube.com/watch?v=E9cBDf-BcI0
Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:31
Il complesso fieristico e l’ex convento di Sant’Orsola diventano
proprietà di Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio vanno al
Demanio le Cascine (per la Finanza) e altri immobili. Agraria spostata
a Sesto
La Fortezza da Basso e l’ex convento di Sant’Orsola passano di
proprietà: dallo Stato a Regione, Provincia e Comune di Firenze. In
cambio il Demanio riceverà le “Cascine” (cioè 11 immobili dello storico
parco di Firenze oggi utilizzati da Agraria che ospiteranno , a spese
dello Stato e non del Comune, la nuova caserma della Guardia di
Finanza), la Villa del Poggiolo, la caserma Tassi (che già ospita il
Comando regionale dei carabinieri), la Villa di Camerata, Castel Pucci
a Scandicci e l’area di via delle Porte Nuove. In più alla zona di via
Valfonda, che ora ospita la Guardia di Finanza, verrà cambiata la
destinazione d’uso per aumentarne il valore immobiliare. Però l’ex
caserma Quarlieri a Sesto passerà dallo Stato all’Università di Firenze
per la nuova sede di Agraria. Si tratta di un giro d’affari da circa
180-190 milioni di euro. Questo dice, dopo quasi un anno di trattative,
il protocollo d’intesa che sarà firmato il prossimo 2 agosto a Roma e
che entro 6 mesi andrà tradotto in un contratto vero e proprio. E in
quel momento dovrebbe svanire anche la cappa di incertezza che fin qui
ha pesato sul futuro di Firenze Fiera, la spa a maggioranza pubblica
(principale azionista è la Regione) che fin qui ha conosciuto enormi
buchi di bilancio (nel 2005 il disavanzo arrivò a 6 milioni), inchieste
della magistratura (per strutture provvisorie la cui autorizzazione era
scaduta) e che dopo l’avvento del nuovo management (il presidente
Roberto Negrini e l’ad Bruschini) sta cercando di risollevarsi. Ma il
vero nodo rimaneva l’ultilizzo di una struttura, appunto la Fortezza,
che era in affitto, per cui quindi qualsiasi investimento era a
rischio. Adesso (o meglio quando ci sarà il passaggio di proprietà)
Firenze Fiera avrà più certezza e anche il piano di rilancio da 55
milioni di euro (quasi 30 della Regione) basi più solide. Non a caso Il
presidente della Toscana Claudio Martini nel presentare l’intesa spiega
che «adesso chi ha voglia veramente di impegnarsi potrà farlo». Un
richiamo agli imprenditori privati che il neopresidente di
Confindustria Firenze Giovanni Gentile pare cogliere quando spiega che
: «adesso bisogna investire andando avanti con idee e progetti
concreti». Si vedrà quanto tireranno fuori gli imprenditori.
Nell’attesa comunque ci sarà da definire i particolari tecnici
dell’operazione. Il demanio vuol cedere a un unico soggetto e non a
tre, cioè Regione, Provincia e Comune. «La mia ipotesi - spiega
l’assessore regionale Anna Rita Bramerini - è che si possa costituire
un nuovo soggetto pubblico formato dai tre enti a cui vada tutto il
patrimonio immobiliare». E scorporare così la proprietà dalla gestione
che potrebbe essere affidata invece a una società mista
pubblico-privata, magari con un partner esperto in organizzazione di
fiere e convegni.
fonte: http://www.primapagina.regione.toscana.it
Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:23
La Fortezza da Basso, l'ex convento di Sant'Orsola, ma non solo
Scambio con il Demanio, ecco gli immobili coinvolti
La Regione partecipa con l'area Porte nuove e Villa Poggiolo
Sono in tutto 9 i complessi immobiliari a vario titolo coinvolti
nello scambio che vede il Ministero dell'economia e delle finanze (che
opera attraverso l'Agenzia del demanio) da una parte e Regione Toscana,
Provincia e Comune di Firenze dall'altra. Tre complessi immobiliari
oggi appartengono allo Stato:
Fortezza da Basso:
monumentaleedificiofortificatorinascimentale a pianta pentagonale,
ideato da Antonio da Sangallo il Giovane e costruito nel 1534. Di
proprietà dello Stato è gestito dalla società Firenze Fiera ed ospita
le principali manifestazioni fieristiche della Toscana, prima tra tutte
Pitti Immagine.
Ex convento di Sant'Orsola: l'ex
convento, noto anche come ex Manifattura tabacchi, è situato tra via di
Sant'Orsola, via Guelfa, via di Panicate e via Taddea a Firenze. Risale
al 1300.
Valfonda, Caserma L.
Gori della Guardia di Finanza: compresa tra i numeri civici 13 e 25 di
via Valfonda e viale Strozzi, a Firenze, è composta da due corpi
distinti, uno dei quali adibito a Caserma della Guardia di Finanza,
l'altro ad ufficio doganale di Firenze.
Sono, invece, 6 i complessi attualmente di proprietà dei tre enti pubblici toscani.
Le Cascine: è
chiamato'Le Cascine' un complesso di proprietà comunale composto da 11
fabbricati di varia tipologia edilizia, situati all'interno dello
storico parco fiorentino ed oggi utilizzati dalla Facoltà di Agraria
dell'Università degli studi di Firenze.
Villa del Poggiolo: di proprietà regionale, si trova a Firenze (accesso da piazza Edison) ed è composto da una Villa storica e da un parco.
Caserma Tassi: di
proprietà provinciale, situato a Firenze tra via dei Pilastri, via
Farini e Borgo Pinti, è costituito da un ampio edificio di grande
pregio architettonico. Ha oltre 300 stanze dislocate su 5 piani (di cui
uno interrato), alcuni piani ammezzati e 3 cortili carrabili. Oggi
l'intero complesso in locazione al Ministero degli interni ed ospita il
Comando regionale Carabinieri.
Area via delle Porte nuove: di
proprietà regionale, si trova a Firenze tra via delle Porte Nuove e via
delle Carra. Attualmente è libero ed inutilizzato. Sul terreno sorgono
capannoni dismessi ed una palazzina di servizio. La cessione dell'area
è subordinata all'avvio delle procedure per un cambio di destinazione
urbanistica.
Villa di Castel Pulci: di
proprietà provinciale, è situato nel Comune di Scandicci (Fi), in via
di Castelpulci. L'edificio è composta da 4 piani, più un piano
interrato, uno seminterrato ed una piccola cappella. Intorno alla
costruzione si trova un parco, di oltre 9 ettari. L'intero complesso è
interessato da lavori di restauro già approvati dalla Soprintendenza.
La conclusione dei lavori è prevista per il 2010.
Villa di Camerata: di
proprietà della Provincia, si trova a Firenze, in viale Righi. Il
complesso è composto da una Villa con giardino la cui costruzione
datata 1427. Oltre all'edificio ci sono l'ex limonaia ed un ampio
parco. Oggi la struttura è in concessione all'Associazione italiana
alberghi per la gioventù.
E', in forma diversa, coinvolta anche la Caserma Quarleri,
di Sesto Fiorentino, che ospiterà la Facoltà di Agraria dell'Università
di Firenze, che oggi ha sede nei locali delle Cascine ceduti dal
Comune.
fonte: http://www.primapagina.regione.toscana.it