Firenze: editti e castighi (prima puntata)

Inviato da emerson | 1 Set, 2008, 04:42

Il nuovo regolamento per la polizia municipale.
la stampa ne parla come del provvedimento contro i mendicanti. ma non e' tutto qui, c'e' molto di peggio.

chi ha voglia di farsi del male si puo' scaricare prima versione del regolamento e la seconda (quella definitiva).

se non avete il tempo per una cosi' rinfrescante lettura, potete usufruire di questo piccolo compendio a puntate. qualche spunto per approfondire il nuovo editto di cioni.

prima puntata.

entrato in vigore (maddai!) in piena estate, in quel periodo dell'anno in cui la Nazione gia' normalmente tiene impegnati gli annoiatissimi lettori con alghe assassine, granchi serial killer e stranieri cannibali. rinominato nel piu' gentile "regolamento per la civile convivenza" (perche' i vigili, si sa, non stanno simpatici a nessuno, mentre la civile convivenza ha un che di cosi' educato e universalmente accettato..).
le giornaliste del tg3 locale si sbrodolano addosso intervistando tedeschi mentre colti sul fatto biascicano panini sbriciolosi, inquadrando piccioni molesti e zingari straccioni nella loro strafottente indecorosita'. il trionfo del decoro, la vetrina di una citta' morta.

 (Continua)

Un'impronta di liberta'

Inviato da emerson | 20 Lug, 2008, 01:15

 

un'impronta di liberta'

Ven 25 luglio – piazza S.ta Croce

Un’impronta di liberta’

Festa in piazza contro i cpt e contro ogni razzismo

Spaventati ogni giorno da nuovi nemici. Immobili per paura dell’emergenza del momento.
Sordi, ciechi e muti. Il mondo che stanno disegnando è sempre più angusto, il respiro esce a fatica.
Se a Bolzaneto non è successo niente, la guerra può diventare buona, il cpt un hotel,
l’elemosina un pericolo, la differenza una minaccia. Tutto cambia senso, le cose cambiano nome.
Un uomo in fuga da miseria e guerra diventa “clandestino”, una squadraccia diventa “ronda”,
una tortura diventa “abuso d’ufficio”, la militarizzazione diventa “sicurezza”.
Noi non vogliamo abituarci a questo codice, ci resta la dignità di non credere a questa storia riscritta. Le impronte che vogliamo lasciare sono impronte di libertà e di autogestione.


dalle 18.00 in poi

performance di Saverio Tommasi ...in gabbia.
Blues di Banlieue – spettacolo teatrale di e con Antonio Masi,
liberamente tratto dal racconto Bleu de chauffe di Nan Aurousseau.

Tanake – jazzcore
Asfalti periferici – hiphop

aperitivi, cena e dopocena.

movimento di lotta per la casa – cobas – nextemerson

more info: http://lottaperlacasafirenze.noblogs.orgwww.csaexemerson.ithttp://indastria.noblogs.org

Firenze vive libera

Inviato da emerson | 2 Giu, 2008, 16:50

Ti alzi la mattina presto, maledici il tuo lavoro, ti vesti scendi fai colazione al bar, leggi il giornale. Insicurezza, degrado, morte, non c’e’ piu’ rispetto, non ci sono piu’ valori, controllo ci vuole piu’ controllo, paura tanta paura, ansia.

Vai al lavoro, odi il tuo lavoro, odi il tuo capo, stai zitto perche’ ai tuoi figli mica glielo regala nessuno da mangiare. Esci dal lavoro, vai a casa, mangi guardi il tiggicinque. insicurezza, degrado, morte, non c’e’ piu’ rispetto, non ci sono piu’ valori, controllo ci vuole piu’ controllo, paura tanta paura, ansia.

Ti affacci alla finestra, di fronte un palazzo alto quanto il tuo, stesso cemento stessa tonalita’ di grigio. Alla finestra di fronte un rumeno con la tua stessa faccia guarda in strada sovrappensiero, le nuvole grigie sopra la vostra testa vi osservano mentre pensate alla sveglia di domattina.

A volte le parole volano a volte ti cadono addosso pesanti come macigni. In questi anni le parole hanno cambiato di senso e non volano quasi mai.

C’e’ qualcosa di profondamente sbagliato nel come vengono dipinte le nostre citta’, nei pacchetti sicurezza, nelle leggi anti degrado, nell’ossessivo ripeterti frasi spaventose e slogan ad effetto.

Firenze non e’ cosi’, Firenze vive libera. Le strade sono nostre, le abitiamo ogni giorno. Noi non abbiamo paura, guardiamo in faccia chi abbiamo di fronte, con gli occhi assonnati malediciamo la sveglia allo stesso modo aspettando un giorno in cui riposare e la badante russa ha i nostri stessi occhi mentre cammina stanca per tornare a casa.

Chi vuole farci del male non prende l’autobus con noi, non lo troviamo al bar sotto casa, non lo vediamo al semaforo guardando fuori dal finestrino. E’ seduto dietro a una scrivania, in un taxi a viaggiare spesato, in un cantiere a inaugurare con spumante e cocaina, in una banca a firmare accordi. Sono i padroni della citta’, sono gli affaristi, i politici, i faccendieri. Firenze vive libera, nonostante loro.


30 E 31 MAGGIO: CONTRO IL DELIRIO DI SICUREZZA... FIRENZE VIVE LIBERA

Inviato da emerson | 27 Mag, 2008, 00:34

 

 

VENERDÌ 30 MAGGIO DALLE 9 ALLE 13

 SCIOPERO METROPOLITANO
 DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI MIGRANTI CONTRO LE LEGGI SPECIALI,
 PER IL DIRITTO ALLA VITA, PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI E NEI LUOGHI DI LAVORO 

 

SABATO 31 MAGGIO ORE 10 PIAZZA SAN MARCO MANIFESTAZIONE CONTRO

-LA CRIMINALIZZAZIONE DELLE DIVERSITA'

- CONTRO I CPT

- CONTRO SESSISMO RAZZISMO E FASCISMO

 

APPELLO ALLA CITTA’ DI FIRENZE
 
Una valanga di odio viene rovesciato su chi è diverso. Vanno a fuoco i campi rom.
Viene dichiarata guerra ai "clandestini". Guerra ai poveri: lavavetri, barboni. Vengono annunciate ronde/squadracce vogliose di imporre il proprio ordine nelle strade contro donne ed uomini che sono riusciti a non soffocare in un container di un qualche tir, a non annegare nel mar Mediterraneo. Donne, uomini, bambini che hanno scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.
 
Clandestini che sono gran parte della manodopera dell'economia contemporanea.
Clandestini che lavorano per pochi euro costruendo la ricchezza dell'Europa.
 
Il pregiudizio e la paura sono figlie dell'ignoranza e generano mostri come il delirio securitario, la paranoia della "sicurezza", il razzismo e dispositivi politici come la legge Bossi-Fini, i Centri di permanenza temporanea, lo sfruttamento schiavista.
 
Non si tratta di negare le tensioni, ma di affrontare la distanza tra la realtà delle cose e le modalità con cui vengono proposte soluzioni che sono solo frutto di retoriche e luoghi comuni.
 
La sicurezza, quella di poter vivere è un problema vero, concreto, da risolvere tutti insieme. Per le donne e il loro diritto di vivere libere senza il rischio di essere aggredite e/o stuprate. Per tutti di lavorare senza morire cadendo da un ponteggio o inghiottiti in un macchinario. Per tutti di vivere e circolare liberamente per le strade delle città.
 
Accettare le diversità, riconoscere le differenze per costruire il vivere comune
 
Per questo, per riempire i vuoti di cultura lasciati da gestioni politiche ed amministrative inaccettabili, indiciamo per Sabato 31 Maggio una manifestazione a Firenze.
 
Facciamo appello ad una mobilitazione generale e sistematica, che coinvolga il mondo della cultura, della musica, delle arti.
Lo facciamo noi, che siamo il primo bersaglio di chi governa questa città, e lo proponiamo a tutti coloro che vivono con sofferenza la città, che non la riconoscono come loro.
Per costruire il proprio diritto ad esistere: serve un'idea di società, e una pratica che la renda possibile.
Una piazza nuova, per una città diversa. Invitiamo tutti ad aiutarci, ad aderire e contribuire a questa che sentiamo come una grande e difficile sfida ben diversa dal solito corteo.
Questa manifestazione la offriamo a donne e uomini come momento condiviso. Come inizio di un percorso per una nuova cittadinanza. Antifascista, antirazzista, antisessista, egualitaria e libera. Perché costruita praticamente, materialmente, come esercizio comune di libertà.
Lo striscione che lo aprirà, sarà unico per tutti: "Firenze vive libera" e dietro ci staranno le persone, le comunità, le associazioni, senza bandiere ne spezzoni propri. Tutti sciolti, mescolati, liberi e uniti. Chi vuole portare i propri simboli e le proprie appartenenze starà dietro.
E' un movimento nuovo quello di cui anche qui abbiamo bisogno, e non una sommatoria di cose che già esistono.



                        Movimento di lotta per la casa
 
VOLEVANO BRACCIA HANNO TROVATO PERSONE
 
Siamo clandestini quando lavoriamo senza contratto.
Siamo clandestini ogni volta che finisce un contratto di lavoro.
Il licenziamento, la fine di un lavoro, l'assenza di una casa adeguata, significano la revoca, o il mancato rinnovo, del permesso di soggiorno.
Ci vogliono clandestini, o a rischio clandestini, per poterci sfruttare di più.
Clandestini: gran parte della manodopera in molti settori dell'economia contemporanea.
Per non rischiare il permesso di soggiorno accettiamo tutte le forme di sfruttamento e di violazione dei diritti del lavoro e della dignità della persona.

Veniamo dall'Africa, dall'Asia, dall'Europa orientale, per produrre la ricchezza di questa Europa ricevendo in cambio paghe da fame e sopraffazioni.
Di fronte a questa realtà non ci sono comunità etniche, nazionalità d'origine da difendere.
Ci battiamo per i diritti di tutti non conta da dove veniamo.
 
Nessun governo ha risolto i nostri problemi
Oggi dicono che in Italia siamo noi il problema, TOGLIAMO SICUREZZA..
Qualcuno di noi muore ogni giorno, cascando da un'impalcatura o stritolato da una macchina.
Quando accettiamo questi lavori, SENZA SICUREZZA, per pochi euro l'ora rischiando la vita non siamo un problema..
 
Portiamo con noi la nostra cultura, le nostre storie. Vogliamo dignità. Vogliamo pace e non guerre.
Non siamo clandestini. Siamo donne e uomini con i loro bambini. Siamo cittadini!
 
NON VOGLIAMO ESSERE I NUOVI SCHIAVI
 
VENERDÌ 30 MAGGIO DALLE 9 ALLE 13

SCIOPERO METROPOLITANO
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI MIGRANTI CONTRO LE LEGGI SPECIALI,
 PER IL DIRITTO ALLA VITA, PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI E NEI LUOGHI DI LAVORO

Movimento lotta per la casa – Confederazione Cobas Firenze

Tutti a Verona! (partenza da firenze)

Inviato da emerson | 13 Mag, 2008, 13:28

sabato 17 maggio
corteo antifascista a Verona!
http://verona17maggio.noblogs.org



abbiamo organizzato un pullman:
partenza ore 10.30 da piazza Artom (l’ingresso posteriore del mercato ortifrutticolo di Novoli).
prenotati con sms al numero: 333 5626041 (metti un nome)