Inviato da emerson | 2 Giu, 2008, 16:50
Ti alzi la mattina
presto, maledici il tuo lavoro, ti vesti scendi fai colazione al bar,
leggi il giornale. Insicurezza, degrado, morte, non c’e’ piu’ rispetto,
non ci sono piu’ valori, controllo ci vuole piu’ controllo, paura tanta
paura, ansia.
Vai al lavoro, odi il tuo lavoro, odi il tuo
capo, stai zitto perche’ ai tuoi figli mica glielo regala nessuno da
mangiare. Esci dal lavoro, vai a casa, mangi guardi il tiggicinque.
insicurezza, degrado, morte, non c’e’ piu’ rispetto, non ci sono piu’
valori, controllo ci vuole piu’ controllo, paura tanta paura, ansia.
Ti
affacci alla finestra, di fronte un palazzo alto quanto il tuo, stesso
cemento stessa tonalita’ di grigio. Alla finestra di fronte un rumeno
con la tua stessa faccia guarda in strada sovrappensiero, le nuvole
grigie sopra la vostra testa vi osservano mentre pensate alla sveglia
di domattina.
A volte le parole volano a volte ti cadono
addosso pesanti come macigni. In questi anni le parole hanno cambiato
di senso e non volano quasi mai.
C’e’ qualcosa di
profondamente sbagliato nel come vengono dipinte le nostre citta’, nei
pacchetti sicurezza, nelle leggi anti degrado, nell’ossessivo ripeterti
frasi spaventose e slogan ad effetto.
Firenze non e’ cosi’,
Firenze vive libera. Le strade sono nostre, le abitiamo ogni giorno.
Noi non abbiamo paura, guardiamo in faccia chi abbiamo di fronte, con
gli occhi assonnati malediciamo la sveglia allo stesso modo aspettando
un giorno in cui riposare e la badante russa ha i nostri stessi occhi
mentre cammina stanca per tornare a casa.
Chi vuole farci del
male non prende l’autobus con noi, non lo troviamo al bar sotto casa,
non lo vediamo al semaforo guardando fuori dal finestrino. E’ seduto
dietro a una scrivania, in un taxi a viaggiare spesato, in un cantiere
a inaugurare con spumante e cocaina, in una banca a firmare accordi.
Sono i padroni della citta’, sono gli affaristi, i politici, i
faccendieri. Firenze vive libera, nonostante loro.
Inviato da emerson | 27 Mag, 2008, 00:34
VENERDÌ 30 MAGGIO DALLE 9 ALLE 13
SCIOPERO METROPOLITANO
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI MIGRANTI CONTRO LE LEGGI SPECIALI,
PER IL DIRITTO ALLA VITA, PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI E NEI LUOGHI DI LAVORO
SABATO 31 MAGGIO ORE 10 PIAZZA SAN MARCO MANIFESTAZIONE CONTRO
-LA
CRIMINALIZZAZIONE DELLE DIVERSITA'
- CONTRO I CPT
- CONTRO SESSISMO
RAZZISMO E FASCISMO
APPELLO ALLA CITTA’ DI FIRENZE
Una valanga di odio viene rovesciato su chi è diverso. Vanno a fuoco i campi rom.
Viene dichiarata guerra ai "clandestini". Guerra ai poveri: lavavetri, barboni. Vengono annunciate ronde/squadracce vogliose di imporre il proprio ordine nelle strade contro donne ed uomini che sono riusciti a non soffocare in un container di un qualche tir, a non annegare nel mar Mediterraneo. Donne, uomini, bambini che hanno scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.
Clandestini che sono gran parte della manodopera dell'economia contemporanea.
Clandestini che lavorano per pochi euro costruendo la ricchezza dell'Europa.
Il pregiudizio e la paura sono figlie dell'ignoranza e generano mostri come il delirio securitario, la paranoia della "sicurezza", il razzismo e dispositivi politici come la legge Bossi-Fini, i Centri di permanenza temporanea, lo sfruttamento schiavista.
Non si tratta di negare le tensioni, ma di affrontare la distanza tra la realtà delle cose e le modalità con cui vengono proposte soluzioni che sono solo frutto di retoriche e luoghi comuni.
La sicurezza, quella di poter vivere è un problema vero, concreto, da risolvere tutti insieme. Per le donne e il loro diritto di vivere libere senza il rischio di essere aggredite e/o stuprate. Per tutti di lavorare senza morire cadendo da un ponteggio o inghiottiti in un macchinario. Per tutti di vivere e circolare liberamente per le strade delle città.
Accettare le diversità, riconoscere le differenze per costruire il vivere comune
Per questo, per riempire i vuoti di cultura lasciati da gestioni politiche ed amministrative inaccettabili, indiciamo per Sabato 31 Maggio una manifestazione a Firenze.
Facciamo appello ad una mobilitazione generale e sistematica, che coinvolga il mondo della cultura, della musica, delle arti.
Lo facciamo noi, che siamo il primo bersaglio di chi governa questa città, e lo proponiamo a tutti coloro che vivono con sofferenza la città, che non la riconoscono come loro.
Per costruire il proprio diritto ad esistere: serve un'idea di società, e una pratica che la renda possibile.
Una piazza nuova, per una città diversa. Invitiamo tutti ad aiutarci, ad aderire e contribuire a questa che sentiamo come una grande e difficile sfida ben diversa dal solito corteo.
Questa manifestazione la offriamo a donne e uomini come momento condiviso. Come inizio di un percorso per una nuova cittadinanza. Antifascista, antirazzista, antisessista, egualitaria e libera. Perché costruita praticamente, materialmente, come esercizio comune di libertà.
Lo striscione che lo aprirà, sarà unico per tutti: "Firenze vive libera" e dietro ci staranno le persone, le comunità, le associazioni, senza bandiere ne spezzoni propri. Tutti sciolti, mescolati, liberi e uniti. Chi vuole portare i propri simboli e le proprie appartenenze starà dietro.
E' un movimento nuovo quello di cui anche qui abbiamo bisogno, e non una sommatoria di cose che già esistono.
Movimento di lotta per la casa
VOLEVANO BRACCIA HANNO TROVATO PERSONE
Siamo clandestini quando lavoriamo senza contratto.
Siamo clandestini ogni volta che finisce un contratto di lavoro.
Il licenziamento, la fine di un lavoro, l'assenza di una casa adeguata, significano la revoca, o il mancato rinnovo, del permesso di soggiorno.
Ci vogliono clandestini, o a rischio clandestini, per poterci sfruttare di più.
Clandestini: gran parte della manodopera in molti settori dell'economia contemporanea.
Per non rischiare il permesso di soggiorno accettiamo tutte le forme di sfruttamento e di violazione dei diritti del lavoro e della dignità della persona.
Veniamo dall'Africa, dall'Asia, dall'Europa orientale, per produrre la ricchezza di questa Europa ricevendo in cambio paghe da fame e sopraffazioni.
Di fronte a questa realtà non ci sono comunità etniche, nazionalità d'origine da difendere.
Ci battiamo per i diritti di tutti non conta da dove veniamo.
Nessun governo ha risolto i nostri problemi
Oggi dicono che in Italia siamo noi il problema, TOGLIAMO SICUREZZA..
Qualcuno di noi muore ogni giorno, cascando da un'impalcatura o stritolato da una macchina.
Quando accettiamo questi lavori, SENZA SICUREZZA, per pochi euro l'ora rischiando la vita non siamo un problema..
Portiamo con noi la nostra cultura, le nostre storie. Vogliamo dignità. Vogliamo pace e non guerre.
Non siamo clandestini. Siamo donne e uomini con i loro bambini. Siamo cittadini!
NON VOGLIAMO ESSERE I NUOVI SCHIAVI
VENERDÌ 30 MAGGIO DALLE 9 ALLE 13
SCIOPERO METROPOLITANO
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI MIGRANTI CONTRO LE LEGGI SPECIALI,
PER IL DIRITTO ALLA VITA, PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI E NEI LUOGHI DI LAVORO
Movimento lotta per la casa – Confederazione Cobas Firenze
Inviato da emerson | 13 Mag, 2008, 13:28
sabato 17 maggio
corteo antifascista a Verona!
http://verona17maggio.noblogs.org
abbiamo organizzato un pullman:
partenza ore 10.30 da piazza Artom (l’ingresso posteriore del mercato ortifrutticolo di Novoli).
prenotati con sms al numero: 333 5626041 (metti un nome)
Inviato da emerson | 24 Apr, 2008, 05:09
Dopo le accuse di corruzione per il capogruppo del PD Formigli, i giornali fiorentini sono in subbuglio per un altro scoop.
Pare che dal 2004 sia attivo a Firenze un "corpo ausiliario" della polizia municipale composto da centinaia di fedeli onesti cittadini. 600 persone il cui compito e' quello di passare il tempo a ficcare il naso nella vita degli altri. controllare orari, amicizie, frequentazioni dell'uno e dell'altro, come in un delizioso filmetto noir di quarta categoria.
Beh, onestamente non e' una gran scoperta. I libri di Pratolini sono pieni di informatori, confidenti, squallidi personaggi facilmente ricattabili o zelanti vecchietti con troppo tempo a disposizione e tanta noia. Ai giorni nostri probabilmente alla noia si aggiunge quel senso di vertigine che ti prende in testa quando impari la vita dal telegiornale, quando impari che il vicino e' tuo nemico, che il lavavetri nasconde un mitra nel secchio, che il barbone all'angolo sogna di ucciderti, che la lavandaia trama contro il bene comune.
"Nulla a che fare con le ronde padane!" dice Cioni. Ovvia Cioni meno male va'.. pensa che per un attimo ci era sembrato di vivere in un mondo di pazzi.
fonte corriere fiorentino
Seicento sentinelle tra parroci, studenti, commercianti per il controllo del territorio. Segnalano disagi e possibili reati ai vigili urbani Anche Firenze ha le sue «sentinelle ». Nulla a che vedere con le ronde padane. E senza «cellulare di servizio» come quelle di Bologna. Qui, invece, l'assessore alla sicurezza Graziano Cioni ha messo su (dal 2004) una vera e propria rete di «informatori », una sorta di grande fratello con occhi puntati sul territorio, con l'obiettivo di osservare (e segnalare) i problemi della città: dalle questioni di sicurezza a quelle di degrado. Seicento persone in tutto: parroci, commercianti, pensionati, avvocati, responsabili di mense o case del popolo. Una squadra di «partner», come sono chiamati in Palazzo Vecchio. Tra loro, un nucleo di 150 «fedelissimi » che rappresentano punti di riferimento chiave per il controllo del territorio. «Ci permettono — spiega Mario Rondinelli, responsabile della zona Rifredi- Campo di Marte della polizia municipale — di vedere cose che l'occhio di un vigile a volte non riesce a cogliere». E con loro, entro agosto (quando saranno trovati i finanziamenti necessari), rientreranno in azione anche gli anziani dell'Ancescao e dell'Auser.
NIENTE RONDE. «Sono contrario alle ronde — dice Cioni — se si intendono quelle di tipo padano, ma favorevole ad altre iniziative condivise e partecipate con il territorio. Da tempo abbiano rapporti con la società civile che fa da sorveglianza». L'esperienza delle 600 sentinelle è partita nel 2004. Sono state reclutate attraverso un progetto, «Marketing urbano», gestito dal sociologo Maurizio Fiasco. E da allora hanno un rapporto costante con gli agenti della polizia municipale. Segnalano piccoli disservizi, come la panchina rotta oppure il tombino che fa rumore, ma anche problemi più grandi. Quelli ad esempio che investono il campo della sicurezza: spaccio di droga, prostituzione, abusivismo. Ma qui la polizia municipale perde competenza: «Non spetta a noi intervenire in questi casi — continua Rondinelli — per cui ci rivolgiamo alle autorità competenti. Gli elementi che però ci vengono forniti dalle "sentinelle" sono essenziali: ci raccontano orari, descrivono persone, macchine e particolari che facilitano le operazioni». Un limite che l'assessore Cioni vorrebbe superare: «Il vigile — sostiene — dovrebbe occuparsi anche di sicurezza, con corsi di formazione ah hoc». Tra questi le «sentinelle» e la polizia municipale si è creato nel tempo un vero e proprio rapporto confidenziale. «Lo scambio è diventato ormai normale», racconta Rondinella. È un rapporto di totale fiducia: «Se mi telefona un partner sono sicuro di sapere esattamente come sono andati i fatti».
CONTATTI COSTANTI. Il contatto è costante: ogni 15 giorni se non ci sono emergenze. Ma non è soltanto a senso unico: i partner fanno le segnalazioni alla polizia municipale e la polizia municipale contatta loro se ha bisogno di informazioni sul territorio. «Capita spesso che ci vengano presentati degli esposti, noi per aver maggiori dettagli o conferme li contattiamo perché hanno una percezione della città che ci aiuta a intervenire». «Possono - conclude Rondinella darci riferimenti su che motorino usano i ragazzi che di solito imbrattano i muri sotto casa loro, oppure dirci quali a che ora cominciano i bivacchi. Il problema della sicurezza, però, secondo Cioni deve essere affrontato anche attraverso un miglioramento del rapporto fra la presenza degli agenti di giorno e di notte che è di dieci a uno, ossia 400 agenti contro 40. Intanto a Firenze, entro l'estate, l'assessore ha in programma un convegno nazionale sulla sicurezza per portare a confronto le esperienze delle diverse città italiane. Federica Sanna23 aprile 200
Inviato da emerson | 20 Mar, 2008, 20:52
CHI, COSA, E QUANDO
Citta’ in Rivolta di Agostino Petrillo
Ven. 28 marzo ore 16, Chiostro di Lettere
“ “ “ ore 21 CSA Next-Emerson
Movimenti dell’ingovernabile di
Marcello Tari’
- Merc. 2 aprile ore 21 csa Next-Emerson
- Giov. 3 aprile ore 16, Chiostro di Lettere
Mi rifiuto ! di Lab. Insurgencia (NA)
lotte a difesa della salute e dell’ambiente in Campania
- Merc. 23 aprile ore 16 Chiostro di Lettere
- “ “ “ ore 22 CSA Next-Emerson
. . . E DOVE
IL CHIOSTRO DI LETTERE:
in via degli Alfani 37. Visto l’andazzo forse lo storico
chiostro verra’ venduto a qualche banca per farci un
negozio di tanga e cellulari.
Il CSA nEXt Emerson:
in via di Bellagio a Castello vicino ai cantieri della TAV
ed alle speculazioni di Salvatore Ligresti.
E’ raggiungibile con i bus n. 2 o 28
Los Angeles, Buenos Aires, Genova, Parigi,Copenhagen, Berlino, Napoli, sono di volta in volta i nomi dei fuochi accesi. Una
nuova geografia delle rivolte che segna, nel presente, i punti di crisi del sistema capitalista. Anche Firenze sta attraversando oggi un ciclo molto intenso di trasformazioni urbane che dipendono da un più vasto processo di ri-strutturazione delle forme di produzione e distribuzione della ricchezza sociale. La città ed il territorio vengono spezzati, recintati, comprati e venduti ad un ritmo sempre crescente. Il peggioramento delle condizioni ambientali, i rischi per la salute, le nocività sono il frutto di un sistema che privatizza i profitti e socializza i costi. Così mentre i cantieri e gli investimenti creano utili vertiginosi per immobiliaristi e
bancari, in basso, nella città degli e delle invisibili, crescono l'insicurezza per il futuro, la precarietà del presente e la
rabbia contro un ordine ingiusto. Ma altrove, molto vicino a noi, si costruiscono, nonostante tutto, altre città in comune.
Come è possibile appropriarsi nuovamente di ciò che è di tutti e tutte ?
Come possiamo vivere lo spazio urbano come liberazione ?
Come costruire luoghi e forme di scambio, di condivisione libera ?
Queste sono alcune delle domande che vogliamo rivolgere agli autori ed ai partecipanti tutti.
A CURA DI: LINK@, COLLETTIVO DI LETTERE, CSA nEXt EMERSON