Inviato da emerson | 24 Nov, 2007, 18:48
Venerdi 23 Novembre, dalle 8:00 di mattina , una delegazione di donne del Presidio Permanente contro la base USA Dal Molin di Vicenza con altri movimenti fiorentini hanno sostenuto il blocco totale degli uffici della ditta "ABC"
impegnata nei lavori di bonifica per la costruzione della nuova base militare USA. I dipendenti sono stati bloccati fuori dagli uffici e tutte le attività lavorative sono sospese. Chiediamo, come abbiamo già fatto in passato, che la ditta ABC con sede a Firenze in piazzale Donatello numero 4, si ritiri dall'appalto di bonifica insieme alla ditta Strago srl di Pozzuoli che sta svolgendo un lavoro analogo. E' inaccettabile che una ditta impegnata da anni in operazioni di bonifica e sminamento, accetti un appalto destinato alla costruizione di una nuova base militare, ovvero una nuova arma di distruzione di massa da cui partiranno bombardieri e contingenti militari destinati a sostenere le numerose guerre di aggressione in cui sono impegnati anche con il sostegno del governo italiano gli Stati Uniti d'America. Nei conflitti armati di oggi, più del 90% delle vittime è costituito da civili. Gli Stati Uniti inoltre non hanno accettato tra l'altro di firmare la moratoria sulla messa al bando delle mine antiuomo che ogni anno uccidono decine di migliaia di persone innocenti in tutto il mondo e l'Italia è uno dei primi dieci paesi al mondo per la produzione e la esportazione di questi ordigni infami. Rilanciamo con forza la partecipazione da Firenze e dalla Toscana a tutte le iniziative di lotta e di azione diretta di blocco e sabotaggio contro il complesso militare-industriale e nello specifico contro la costruzione della nuova base USA a Vicenza e contro le ditte che hanno stipulato appalti e contratti per questa opera.
Convochiamo una ASSEMBLEA PUBBLICA IL 5 DICEMBRE ALLE ORE 18 PRESSO L'OCCUPAZIONE DI VIALE MATTEOTTI 15 CON LA PARTECIPAZIONE DI UNA DELEGAZIONE DI DONNE DEL PRESIDIO PERMANENTE DI VICENZA, PER DISCUTERE LE MODALITA' E LE FORME DI UNA PARTECIPAZIONE ALLE GIORNATE DI LOTTA DEL 13, 14, 15 DICEMBRE A VICENZA
Andremo a Vicenza il 13,14,15 dicembre e vogliamo andarci in TRENO ad un prezzo politico per garantire una ampia partecipazione. Per questo apriamo da oggi una campagna di comunicazione e di azione contro la politica repressiva di Trenitalia che da più di un anno ormai boicotta attivamente la partecipazione democratica ed il diritto a manifestare. tutti e tutte a Vicenza! contro la guerra e gli speculatori di morte!
Movimento di Lotta per la Casa - Firenze
Inviato da emerson | 15 Nov, 2007, 09:11
tratto da Indymedia Toscana
COMUNICATO della RETE dei COLLETTIVI
Irruzione della polizia al Michelangiolo? Caso oscuro al Liceo Classico Michelangiolo di FirenzeMercoledì 14 novembre
Mercoledì 14-11-07 tramite una giornalista cittadina a Firenze un ragazzo della Rete dei Collettivi deglistudenti medi fiorentini è stato informato che stavagirando sulle testate giornalistiche del web una notizia. Tale notizia si riferisce ad un'incursione da parte delleforze dell'ordine e della DIGOS nel Liceo classicoMichelangiolo di Via della Colonna; l'irruzione era atta a rimuovere uno striscione affisso alle finestre esterne del secondo piano dell'edificio. Secondo le informazioni sul web, il testo avrebbe recitato: "17-11-07 tutti a Genova non per odio ma per dignità", e sarebbe stato firmato "Azione Proletaria" affiancato dal simbolo della stella a 5 punte. Si dice inoltre che lo striscione è stato rimosso e requisito dalla polizia. Noi della "Rete dei Collettivi" precisiamo che la notizia che è stata divulgata è inesatta. Lo striscione infatti recitava "17-11-07 tornare a Genova non per odio ma per dignità" ed era firmato: "Rete deiCollettivi". Accanto alla firma apparivano due stelle blu. Lo striscione è effettivamente sparito. Striscioni recanti il medesimo testo, firmati "Rete dei Collettivi" erano, sono tuttora, o stanno per essere affissi anche nelle scuole Galileo, Castelnuovo, Machiavelli e Rodolico, secondo l'iniziativa condivisa dai collettivi delle rispettive scuole. Abbiamo quindi convocato una conferenza stampa per smentire le notizie fasulle divulgate ieri. Prima di tale conferenza ci impegneremo a informare gli studenti dell'accaduto e esigere un chiarimento dal preside del Michelangiolo riguardo lo svolgimento dei fatti. Dichiariamo inoltre che il giorno 15/11/07 alle ore12:00 al liceo Classico Michelangiolo é stata convocata dalla "Rete dei Collettivi" una conferenza stampa aperta a quelle testate che desiderano parteciparvi oltre a quelle che sono state avvertite solo tramite dipendenti a titolo personale. Tale conferenza stampa desidera chiarire quale sia la realtà dei fatti.
Firmato Rete dei Collettivi medi fiorentini
Inviato da emerson | 1 Nov, 2007, 16:08

Il 19-20 e 21 Luglio 2001 un movimento in crescita manifestava
nella blindatissima Genova. Un movimento che,per la sua potenzialità,
lo stato decide di stroncare. L’assassinio di Carlo, i pestaggi, le torture
alla Diaz e nella Caserma di Bolzaneto, l’uso militare di blindati,
lacrimogeni, elicotteri; un piano preparato dal Centro Sinistra di
D’Alema e gestito da Berlusconi con l’obiettivo di terrorizzare e
“rimandare a casa” ogni ipotesi di cambiamento.Ma non e’ bastato;
Genova aveva “parlato” alla società, portato la conflittualità in piazza,
innescato nuova partecipazione e protagonismo, per questo lo stato
non si ferma, per questo vuole condanne esemplari; quindi
Condannare Genova per controllare il futuro.
Non solo il processo ai 25 manifestanti ma anche il processo di
Cosenza, la cui sentenza uscirà il 19 dicembre, contro 13 militanti della
Rete del SUD-Ribelle accusati di “associazione sovversiva” per le
manifestazioni di Napoli e Genova 2001. Ben due processi, quindi, con
castelli accusatori e impianti diversi: a Cosenza il “reato associativo” e
la “destabilizzazione dello stato” a Genova le “responsabilità individuali
durante i cortei” e l’inviolabilità della Proprietà Privata (Vetrine, Banche,
Supermercati, Multinazionali). La legge, si sa, è uguale per tutti:
Tutto avviene in un paese in cui la “questione giustizia” è lo specchio
dell’odio di classe, della xenofobia, dell’autoritarismo delle classi
dirigenti. Un paese che “non torce un capello” a grandi imprenditori,
manager, affaristi, politici e militari reponsabili di crack finanziari, morti
sul lavoro, nelle carceri, nei CPT, affondamenti di navi di migranti,
crimini di guerra e che invoca la forca per lavavetri, writers, occupanti
di case e spazi sociali, clandestini, fumatori di canne, “ribelli” e “strani”
di ogni tipo. Tutti/e a Genova contro questo rovesciamento della realtà
che condanna chi si è ribellato ad una certa visione del mondo ed erge
a paladini dell’ordine i macellai in divisa e gli assassini di Carlo Giuliani.
Inviato da emerson | 26 Ott, 2007, 00:54
E' da anni che chiediamo che tutti e tutte si facciano carico delle
sorti dei processi per il g8 di genova. L'arroganza dei pm genovesi
titolari del processo contro 25 manifestanti per devastazione e
saccheggio sembra finalmente aver
smosso la coscienza di quei 300.000 che a Genova hanno cercato di opporsi al pensiero unico che il g8 rappresenta.
Pensiamo che questo non sia il momento di settarismi e distinguo
puerili, ma che sia necessaria una manifestazione di massa e una
partecipazione senza se e senza ma a tutte le iniziative che vogliono
fare pressione per evitare che la sentenza del processo per
devastazione e saccheggio ricalchi le richieste dei pm.
Per questo speriamo che tutti e tutte rispondano agli appelli e alle
moblitazioni che verranno lanciate, con intelligenza e con la voglia di
gridare e rivendicare quel lontano 20 e 21 luglio 2001.
LA STORIA SIAMO NOI
Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre
"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da
un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha
cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver
vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che
sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato
la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra
pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono
diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade
di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale,
mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di
rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che
Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la
forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per
pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come
ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla
presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità
giuridica e
realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in
qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la
stizzosa vendetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che
vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno
completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il
giorno dopo le mobilitazioni contro
il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di
gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti
noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25
persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*,
nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre
a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra
memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in
quello che hanno rappresentato.
Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza
identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora
qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza
esclusioni.
Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007
LA STORIA SIAMO NOI
Supporto Legale
Inviato da emerson | 15 Ott, 2007, 20:30