Rapporto Irpet 2005

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:46

L’Irpet evoca lo spettro del declino: allarme per sanità, trasporti, invecchiamento popolazione

Toscana, il futuro è nero

Nel 2020 avremo 110mila disoccupati in più e una crescita debole
 
vera Toscana: lo specchio del futuro la fa apparire decisamente brutta. Crescita economica bassa, intorno all’1%. Quasi centomila posti di lavoro in meno. Tensioni sociali forti. Più immigrati, più vecchi, più persone da assistere.
L’immagine, e lo scenario che fa da sfondo, sembrano disegnati da un sadico. Invece si tratta della fisionomia attribuita a questa regione da una ricerca dell’Irpet sulla situazione economica e sociale del 2020. Una ricerca che ha pietrificato politici e imprenditori, ieri mattina, durante la presentazione nella sede fiorentina del Monte dei Paschi. Perché sbriciola, anche se in una prospettiva lunga quindici anni, l’immagine della Toscana prospera e felice sbandierata, soprattutto in campagna elettorale, dal centrosinistra che la governa.
Laconico Claudio Martini, il presidente della giunta: «Da oggi, oltre a impegnarsi per risolvere le difficoltà quotidiane, bisognerà guardare anche a questo rapporto sulla Toscana del 2020 per costruire le scelte a cominciare dal piano di sviluppo 2006-2010».
Martini pensa soprattutto a un accordo pubblico-privato per trovare nuove risorse. Ma è chiaro che eventuali investitori vorranno prima di tutto una pubblica amministrazione illuminata e risparmiosa. Le spese finite nel mirino negli ultimi mesi (quindici consiglieri regionali in più, più poltrone per sistemare i politici rimasti a terra e più prebende per gli staff) non sono segnali incorragianti.
Più decisa la reazione di Sergio Ceccuzzi, presidente di Confindustria: «Non ci rassegneremo a una Toscana a scartamento ridotto, impoverita e depressa. La politica faccia bene la sua parte, che noi, certamente, faremo la nostra».
Secondo le stime dell’Irpet, nel 2020 la Toscana avrà tre milioni e 700mila abitanti, ossia duecentomila più di ora. Ma con il 20% di ultrasettantenni che comporteranno un aumento della spesa sanitaria da 5,2 milioni a 5,7 milioni di euro. Crescita anche per gli immigrati: saranno 4% in più. E sarà necessario un investimento assai maggiore nella spesa sociale.
La forza lavoro aumenterà di 50mila unità, previsione che stride con l’altro scenario dell’Irpet, che prevede una riduzione di 60mila posti di lavoro rispetto al numero attuale. Facile la somma: avremo centodiecimila persone in più con il problema dell’occupazione. Significa più occupazione in nero, più insicurezza e minori entrate per le casse pubbliche.
Purtroppo non basta. L’Irpet ‘vede’ il sistema produttivo toscano caratterizzato da bassa crescita, fra l’1 e l’1,7%, se non addirittura condizionato da una sostanziale stazionarietà e da un sostenuto processo di terziarizzazione (al di là del 75%). Cresceranno ancora la meccanica, la chimica e la farmaceutica, l’agroalimentare (sopra il 3% annuo in termini reali), mentre i settori più tradizionali segneranno il passo o andranno, addirittura, verso il declino.
Conclusione? Il contrario di quello che ci aspettiamo. L’Irpet ci dice che avremo una Toscana forse più dinamica ma disuguale: con lavori instabili, meno salari e più profitti, una minore presenza di lavoro dipendente e una maggiore delocalizzazione delle imprese. E continueranno a pesare problemi ‘antichi’, come la mobilità e la tutela dell’ambiente.
Che si fa? Scappiamo? Oppure, fin da oggi, ci mettiamo in testa di ragionare in maniera diversa per evitare che nipoti e pronipoti pensino di noi quello che proprio non vorremmo?

fonte:  http://www.primapagina.regione.toscana.it

La Fortezza da Basso passa alla Toscana

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:31

Il complesso fieristico e l’ex convento di Sant’Orsola diventano proprietà di Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio vanno al Demanio le Cascine (per la Finanza) e altri immobili. Agraria spostata a Sesto

La Fortezza da Basso e l’ex convento di Sant’Orsola passano di proprietà: dallo Stato a Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio il Demanio riceverà le “Cascine” (cioè 11 immobili dello storico parco di Firenze oggi utilizzati da Agraria che ospiteranno , a spese dello Stato e non del Comune, la nuova caserma della Guardia di Finanza), la Villa del Poggiolo, la caserma Tassi (che già ospita il Comando regionale dei carabinieri), la Villa di Camerata, Castel Pucci a Scandicci e l’area di via delle Porte Nuove. In più alla zona di via Valfonda, che ora ospita la Guardia di Finanza, verrà cambiata la destinazione d’uso per aumentarne il valore immobiliare. Però l’ex caserma Quarlieri a Sesto passerà dallo Stato all’Università di Firenze per la nuova sede di Agraria. Si tratta di un giro d’affari da circa 180-190 milioni di euro. Questo dice, dopo quasi un anno di trattative, il protocollo d’intesa che sarà firmato il prossimo 2 agosto a Roma e che entro 6 mesi andrà tradotto in un contratto vero e proprio. E in quel momento dovrebbe svanire anche la cappa di incertezza che fin qui ha pesato sul futuro di Firenze Fiera, la spa a maggioranza pubblica (principale azionista è la Regione) che fin qui ha conosciuto enormi buchi di bilancio (nel 2005 il disavanzo arrivò a 6 milioni), inchieste della magistratura (per strutture provvisorie la cui autorizzazione era scaduta) e che dopo l’avvento del nuovo management (il presidente Roberto Negrini e l’ad Bruschini) sta cercando di risollevarsi. Ma il vero nodo rimaneva l’ultilizzo di una struttura, appunto la Fortezza, che era in affitto, per cui quindi qualsiasi investimento era a rischio. Adesso (o meglio quando ci sarà il passaggio di proprietà) Firenze Fiera avrà più certezza e anche il piano di rilancio da 55 milioni di euro (quasi 30 della Regione) basi più solide. Non a caso Il presidente della Toscana Claudio Martini nel presentare l’intesa spiega che «adesso chi ha voglia veramente di impegnarsi potrà farlo». Un richiamo agli imprenditori privati che il neopresidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile pare cogliere quando spiega che : «adesso bisogna investire andando avanti con idee e progetti concreti». Si vedrà quanto tireranno fuori gli imprenditori. Nell’attesa comunque ci sarà da definire i particolari tecnici dell’operazione. Il demanio vuol cedere a un unico soggetto e non a tre, cioè Regione, Provincia e Comune. «La mia ipotesi - spiega l’assessore regionale Anna Rita Bramerini - è che si possa costituire un nuovo soggetto pubblico formato dai tre enti a cui vada tutto il patrimonio immobiliare». E scorporare così la proprietà dalla gestione che potrebbe essere affidata invece a una società mista pubblico-privata, magari con un partner esperto in organizzazione di fiere e convegni.

fonte:  http://www.primapagina.regione.toscana.it

 

Scambio di aree con il Demanio

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:23

La Fortezza da Basso, l'ex convento di Sant'Orsola, ma non solo

Scambio con il Demanio, ecco gli immobili coinvolti

La Regione partecipa con l'area Porte nuove e Villa Poggiolo

 

Sono in tutto 9 i complessi immobiliari a vario titolo coinvolti nello scambio che vede il Ministero dell'economia e delle finanze (che opera attraverso l'Agenzia del demanio) da una parte e Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze dall'altra. Tre complessi immobiliari oggi appartengono allo Stato:

Fortezza da Basso: monumentaleedificiofortificatorinascimentale a pianta pentagonale, ideato da Antonio da Sangallo il Giovane e costruito nel 1534. Di proprietà dello Stato è gestito dalla società Firenze Fiera ed ospita le principali manifestazioni fieristiche della Toscana, prima tra tutte Pitti Immagine.

Ex convento di Sant'Orsola:  l'ex convento, noto anche come ex Manifattura tabacchi, è situato tra via di Sant'Orsola, via Guelfa, via di Panicate e via Taddea a Firenze. Risale al 1300.

Valfonda, Caserma L. Gori della Guardia di Finanza: compresa tra i numeri civici 13 e 25 di via Valfonda e viale Strozzi, a Firenze, è composta da due corpi distinti, uno dei quali adibito a Caserma della Guardia di Finanza, l'altro ad ufficio doganale di Firenze.

Sono, invece, 6 i complessi attualmente di proprietà dei tre enti pubblici toscani.

Le Cascine: è chiamato'Le Cascine' un complesso di proprietà comunale composto da 11 fabbricati di varia tipologia edilizia, situati all'interno dello storico parco fiorentino ed oggi utilizzati dalla Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Firenze.

Villa del Poggiolo: di proprietà regionale, si trova a Firenze (accesso da piazza Edison) ed è composto da una Villa storica e da un parco.

Caserma Tassi: di proprietà provinciale, situato a Firenze tra via dei Pilastri, via Farini e Borgo Pinti, è costituito da un ampio edificio di grande pregio architettonico. Ha oltre 300 stanze dislocate su 5 piani (di cui uno interrato), alcuni piani ammezzati e 3 cortili carrabili. Oggi l'intero complesso in locazione al Ministero degli interni ed ospita il Comando regionale Carabinieri.

Area via delle Porte nuove: di proprietà regionale, si trova a Firenze tra via delle Porte Nuove e via delle Carra. Attualmente è libero ed inutilizzato. Sul terreno sorgono capannoni dismessi ed una palazzina di servizio. La cessione dell'area è subordinata all'avvio delle procedure per un cambio di destinazione urbanistica.

Villa di Castel Pulci: di proprietà provinciale, è situato nel Comune di Scandicci (Fi), in via di Castelpulci. L'edificio è composta da 4 piani, più un piano interrato, uno seminterrato ed una piccola cappella. Intorno alla costruzione si trova un parco, di oltre 9 ettari. L'intero complesso è interessato da lavori di restauro già approvati dalla Soprintendenza. La conclusione dei lavori è prevista per il 2010.

Villa di Camerata: di proprietà della Provincia, si trova a Firenze, in viale Righi. Il complesso è composto da una Villa con giardino la cui costruzione datata 1427. Oltre all'edificio ci sono l'ex limonaia ed un ampio parco. Oggi la struttura è in concessione all'Associazione italiana alberghi per la gioventù.

E', in forma diversa, coinvolta anche la Caserma Quarleri, di Sesto Fiorentino, che ospiterà la Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze, che oggi ha sede nei locali delle Cascine ceduti dal Comune.

 

fonte:  http://www.primapagina.regione.toscana.it

Cos'e' Indastria

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 03:19

Questo spazio e' pensato per fare da contenitore del materiale che via via raccogliamo sulle trasformazioni urbanistiche a Firenze. Probabilmente all'inizio sara' un po' confuso, avra' un aspetto caotico, sara' un accozzaglia di comunicati stampa, articoli di giornale, appunti volanti.

Con il passare del tempo speriamo diventi un buono strumento per organizzare le nostre riflessioni su come cambia (o non cambia) la nostra citta'.

csa nEXt-emerson

Parcheggio della Fortezza: intervento De Zordo in consiglio comunale.

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007, 02:24

Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo:

«Si è chiusa l'inchiesta contabile della Corte dei Conti, eseguita dalla Guardia di finanza, sul presunto danno erariale relativo ai lavori infrastrutturali realizzati presso la Fortezza da basso, maggiori costi ammontanti a 9 milioni di euro per mancati controlli da parte dell'amministrazione fiorentina. Le Fiamme gialle individuano i responsabili in tutti coloro che nei vari ruoli della pubblica amministrazion hanno avallato l'operazione dal Sindaco Domenici e il vicesindaco Matulli fino al direttore dei lavori. Per ciò che riguarda piazza Caduti dei Lager, invece, responsabilità individuate per l'ammontare di 6 milioni di euro per l'ex Soprintendente Valentino, insieme ad altre persone che ricoprivano ruoli tecnici ed amministrativi alla soprintendenza dell'epoca e ad alcuni membri della commissione edilizia integrata, all'epoca presieduta da Gianni Biagi, attuale assessore all'urbanistica. 11 milioni di euro, a quanto si apprende dalla stampa, che il Comune dovrà sborsare. 11 milioni dei nostri euro. Non vogliamo pensare che il Sindaco Domenici individui anche nelle Fiamme gialle e nella Corte dei Conti altri fronti problematici rispetto alla propria amministrazione. Solo una sommessa domanda, se ci possiamo permettere l'ardire, chi pagherà oltre ai cittadini?».

 fonte:  ufficio stampa comune Fi

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