La Fortezza da Basso passa alla Toscana

Inviato da emerson | 10 Ago, 2007

Il complesso fieristico e l’ex convento di Sant’Orsola diventano proprietà di Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio vanno al Demanio le Cascine (per la Finanza) e altri immobili. Agraria spostata a Sesto

La Fortezza da Basso e l’ex convento di Sant’Orsola passano di proprietà: dallo Stato a Regione, Provincia e Comune di Firenze. In cambio il Demanio riceverà le “Cascine” (cioè 11 immobili dello storico parco di Firenze oggi utilizzati da Agraria che ospiteranno , a spese dello Stato e non del Comune, la nuova caserma della Guardia di Finanza), la Villa del Poggiolo, la caserma Tassi (che già ospita il Comando regionale dei carabinieri), la Villa di Camerata, Castel Pucci a Scandicci e l’area di via delle Porte Nuove. In più alla zona di via Valfonda, che ora ospita la Guardia di Finanza, verrà cambiata la destinazione d’uso per aumentarne il valore immobiliare. Però l’ex caserma Quarlieri a Sesto passerà dallo Stato all’Università di Firenze per la nuova sede di Agraria. Si tratta di un giro d’affari da circa 180-190 milioni di euro. Questo dice, dopo quasi un anno di trattative, il protocollo d’intesa che sarà firmato il prossimo 2 agosto a Roma e che entro 6 mesi andrà tradotto in un contratto vero e proprio. E in quel momento dovrebbe svanire anche la cappa di incertezza che fin qui ha pesato sul futuro di Firenze Fiera, la spa a maggioranza pubblica (principale azionista è la Regione) che fin qui ha conosciuto enormi buchi di bilancio (nel 2005 il disavanzo arrivò a 6 milioni), inchieste della magistratura (per strutture provvisorie la cui autorizzazione era scaduta) e che dopo l’avvento del nuovo management (il presidente Roberto Negrini e l’ad Bruschini) sta cercando di risollevarsi. Ma il vero nodo rimaneva l’ultilizzo di una struttura, appunto la Fortezza, che era in affitto, per cui quindi qualsiasi investimento era a rischio. Adesso (o meglio quando ci sarà il passaggio di proprietà) Firenze Fiera avrà più certezza e anche il piano di rilancio da 55 milioni di euro (quasi 30 della Regione) basi più solide. Non a caso Il presidente della Toscana Claudio Martini nel presentare l’intesa spiega che «adesso chi ha voglia veramente di impegnarsi potrà farlo». Un richiamo agli imprenditori privati che il neopresidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile pare cogliere quando spiega che : «adesso bisogna investire andando avanti con idee e progetti concreti». Si vedrà quanto tireranno fuori gli imprenditori. Nell’attesa comunque ci sarà da definire i particolari tecnici dell’operazione. Il demanio vuol cedere a un unico soggetto e non a tre, cioè Regione, Provincia e Comune. «La mia ipotesi - spiega l’assessore regionale Anna Rita Bramerini - è che si possa costituire un nuovo soggetto pubblico formato dai tre enti a cui vada tutto il patrimonio immobiliare». E scorporare così la proprietà dalla gestione che potrebbe essere affidata invece a una società mista pubblico-privata, magari con un partner esperto in organizzazione di fiere e convegni.

fonte:  http://www.primapagina.regione.toscana.it

 


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