Ligresti e il Piano di Castello

Inviato da emerson | 7 Gen, 2008

 

Il protocollo d'intesa tra Comune e Provincia di Firenze e Regione Toscana per l'edificazione di edifici pubblici nell'area di Castello è un atto che sancisce un grande affare per la Fondiaria-Sai di Salvatore Ligresti, ma non per i cittadini.

Con la costruzione degli uffici di Regione e Provincia, il piano di Castello rappresenta una delle più grandi speculazioni immobiliari in Italia.

I soggetti pubblici che hanno autorizzato la variante di Castello non sono committenti qualsiasi, in quanto l'intervento pubblico per decine e decine di milioni risulta decisivo affinché l'operazione di speculazione sull'ultima area verde di Firenze sia promossa sul mercato immobiliare.

Difficilmente sul 'libero mercato' ci sarebbe stato qualcuno disponibile a costruire qualcosa a fianco della pista dell'aeroporto di Peretola, tra l'autostrada e la ferrovia"

Per questa immensa lottizzazione, 1 milione e quattrocento mila metri cubi di cemento, non esiste in città richiesta di soggetti privati e senza i soldi pubblici l'operazione Ligresti non sarebbe mai partita.

Questa operazione ha completamente ribaltato la logica delle scelte urbanistiche: adottare lo strumento urbanistico adeguato solo dopo aver appurato un bisogno diffuso. In questo caso si è fatta prima la scelta (saturare di cemento la piana) e poi ci si è adoperati a trovare la domanda in modo da legittimarla a posteriori.

Si tratta di una cementificazione pesantissima che non risponde a nessuno dei bisogni e delle esigenze reali della città, come dimostra l'irrisoria previsione di alloggi di edilizia popolare (solo 158 su oltre 1000 previsti per l'edilizia privata). L'intervento, che viene a collocarsi in un’ area dall'equilibrio sociale e ambientale fortemente compromesso, saturerà l'unico corridoio ambientale che unisce le colline di Monte Morello con l'Arno con ricadute sul clima e il ricambio d'aria all'interno della piana fiorentina.

 

Il quadro economico annunciato è gravissimo: la Regione dovrà vendere i palazzi di Novoli che diventeranno magari grandi alberghi o residence e spendere altre risorse, mentre la Provincia dichiara di dover attivare un project financing dalle dimensioni economiche impressionanti.

Regione e Provincia, con il protocollo firmato a gennaio 2006 con Palazzo Vecchio, costruiranno sedici ettari di uffici con la Provincia che costruisce su 68mila metri quadrati, compresa la cittadella per gli studenti delle medie superiori, e la Regione che edifica su una superficie di 90mila metri quadrati; di cui 58mila da dedicare al centro direzionale della giunta e gli altri 32mila alle agenzie regionali: Arpat (ambiente), Apet (promozione), Arsia (agricoltura).

Costo: fra i 220 e i 280 milioni di euro.

Obiettivo: ospitare un esercito di tremila dipendenti. Molti dei quali potranno avere anche casa lì, nella piana. Uscio e bottega, come si diceva una volta.

Tempi di costruzione: cinque anni per la Provincia, 7-8 per la Regione.

 

I palazzoni di Novoli, costati 45 milioni di euro, corrono il rischio di essere  dati in permuta a Ligresti, come parziale pagamento dell'operazione con il Comune pronto come al solito a facilitare l'operazione cambiandone la destinazione d'uso: i palazzoni potrebbero diventare poli commerciali, alberghieri o espositivi.

L’unico accordo non ancora raggiunto, e di cui si parla in questi giorni, è quello riguardante chi costruisce sull’area.

Ligresti, oltre a dare i terreni, vorrebbe costruire materialmente su tutta l’area con il Comune d’accordo, ma Regione e soprattutto Provincia vorrebbero indire formalmente una gara d’appalto, per non trovarsi nei guai successivamente oppure perché hanno ulteriori consorterie da accontentare visto che per adesso dalla speculazione sull’area di Castello sono esclusi i grossi gruppi edilizi cittadini.

Insomma, per la pubblica amministrazione, nonostante il parere contrario della maggioranza dei cittadini, non è in discussione la cementificazione e la speculazione sull’ultima area verde metropolitana ma “semplicemente” quali e quanto i poteri forti ci guadagneranno.

 

 

 


1 Commenti and 0 Trackback - "Ligresti e il Piano di Castello"


    Fermiamo i boia della natura!

    fermiamoli finche siamo ancora in tempo.........
    Questi signori stanno distruggendo gli ultimi pezzi verdi
    nei dintorni di firenze considerando anche l'importanza
    di questa area che ancora non era stata presa di mira...
    Sia la Regione che il comune di Firenze in questo momento sono in mano ai poteri forti della speculazione edilizia.... ma non è l'unico progetto in campo ci sono anche quello del gruppo Fratini nella piana di Sesto e quello della cittadella viola ancora non si sa dove.
    Obbiettivo: coprire di cemento qualsiasi terreno incolto e non..
    Solo una presa di coscenza dei cittadini a questo punto può salvare il nostro verde......
    Loro vorranno far credere che con qualche parco si riesce a ristabilire un ambiente accettabile.... ma la natura non sono i parchi urbani ma un qualcosa di molto più complesso che una volta rotto non si ricostruisce più..
    Fermiamoli!......

    Inviato da Francesco am 22 Feb 2008, 15:38

 

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