Ligresti e il Piano di Castello

 

Il protocollo d’intesa tra Comune
e Provincia di Firenze e Regione Toscana per l’edificazione di edifici pubblici
nell’area di Castello è un atto che sancisce un grande affare per la Fondiaria-Sai di
Salvatore Ligresti, ma non per i cittadini.

Con la costruzione degli uffici
di Regione e Provincia, il piano di Castello rappresenta una delle più grandi
speculazioni immobiliari in Italia.

I soggetti pubblici che hanno
autorizzato la variante di Castello non sono committenti qualsiasi, in quanto
l’intervento pubblico per decine e decine di milioni risulta decisivo affinché
l’operazione di speculazione sull’ultima area verde di Firenze sia promossa sul
mercato immobiliare.

Difficilmente sul ‘libero
mercato’ ci sarebbe stato qualcuno disponibile a costruire qualcosa a fianco
della pista dell’aeroporto di Peretola, tra l’autostrada e la ferrovia"

Per questa immensa lottizzazione,
1 milione e quattrocento mila metri cubi di cemento, non esiste in città
richiesta di soggetti privati e senza i soldi pubblici l’operazione Ligresti
non sarebbe mai partita.

Questa operazione ha
completamente ribaltato la logica delle scelte urbanistiche: adottare lo
strumento urbanistico adeguato solo dopo aver appurato un bisogno diffuso. In
questo caso si è fatta prima la scelta (saturare di cemento la piana) e poi ci
si è adoperati a trovare la domanda in modo da legittimarla a posteriori.

Si tratta di una cementificazione
pesantissima che non risponde a nessuno dei bisogni e delle esigenze reali
della città, come dimostra l’irrisoria previsione di alloggi di edilizia
popolare (solo 158 su oltre 1000 previsti per l’edilizia privata). L’intervento,
che viene a collocarsi in un’ area dall’equilibrio sociale e ambientale
fortemente compromesso, saturerà l’unico corridoio ambientale che unisce le
colline di Monte Morello con l’Arno con ricadute sul clima e il ricambio d’aria
all’interno della piana fiorentina.

 

Il quadro economico annunciato è gravissimo:
la Regione
dovrà vendere i palazzi di Novoli che diventeranno magari grandi alberghi o
residence e spendere altre risorse, mentre la Provincia dichiara di dover
attivare un project financing dalle dimensioni economiche impressionanti.

Regione e Provincia, con il
protocollo firmato a gennaio 2006 con Palazzo Vecchio, costruiranno sedici
ettari di uffici con la
Provincia che costruisce su 68mila metri quadrati, compresa
la cittadella per gli studenti delle medie superiori, e la Regione che edifica su una
superficie di 90mila metri quadrati; di cui 58mila da dedicare al centro
direzionale della giunta e gli altri 32mila alle agenzie regionali: Arpat
(ambiente), Apet (promozione), Arsia (agricoltura).

Costo: fra i 220 e i 280 milioni
di euro.

Obiettivo: ospitare un esercito
di tremila dipendenti. Molti dei quali potranno avere anche casa lì, nella
piana. Uscio e bottega, come si diceva una volta.

Tempi di costruzione: cinque anni
per la Provincia,
7-8 per la Regione.

 

I palazzoni di Novoli, costati 45
milioni di euro, corrono il rischio di essere 
dati in permuta a Ligresti, come parziale pagamento dell’operazione con
il Comune pronto come al solito a facilitare l’operazione cambiandone la destinazione
d’uso: i palazzoni potrebbero diventare poli commerciali, alberghieri o
espositivi.

L’unico accordo non ancora
raggiunto, e di cui si parla in questi giorni, è quello riguardante chi
costruisce sull’area.

Ligresti, oltre a dare i terreni,
vorrebbe costruire materialmente su tutta l’area con il Comune d’accordo, ma
Regione e soprattutto Provincia vorrebbero indire formalmente una gara
d’appalto, per non trovarsi nei guai successivamente oppure perché hanno
ulteriori consorterie da accontentare visto che per adesso dalla speculazione
sull’area di Castello sono esclusi i grossi gruppi edilizi cittadini.

Insomma, per la pubblica
amministrazione, nonostante il parere contrario della maggioranza dei
cittadini, non è in discussione la cementificazione e la speculazione sull’ultima
area verde metropolitana ma “semplicemente” quali e quanto i poteri forti ci
guadagneranno.

 

 

 

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1 Response to Ligresti e il Piano di Castello

  1. Francesco says:

    fermiamoli finche siamo ancora in tempo………
    Questi signori stanno distruggendo gli ultimi pezzi verdi
    nei dintorni di firenze considerando anche l’importanza
    di questa area che ancora non era stata presa di mira…
    Sia la Regione che il comune di Firenze in questo momento sono in mano ai poteri forti della speculazione edilizia…. ma non è l’unico progetto in campo ci sono anche quello del gruppo Fratini nella piana di Sesto e quello della cittadella viola ancora non si sa dove.
    Obbiettivo: coprire di cemento qualsiasi terreno incolto e non..
    Solo una presa di coscenza dei cittadini a questo punto può salvare il nostro verde……
    Loro vorranno far credere che con qualche parco si riesce a ristabilire un ambiente accettabile…. ma la natura non sono i parchi urbani ma un qualcosa di molto più complesso che una volta rotto non si ricostruisce più..
    Fermiamoli!……

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