Inviato da emerson | 8 Dic, 2009, 15:39
LIBER*
TUTT*
LIBERTA'
DI MOVIMENTO
Le
operazioni di polizia e magistratura delle ultime settimane hanno
creato una in Toscana, un clima di pesante intimidazione nei
confronti di quanti sono impegnati nei movimenti in opposizione alle
tante devastazioni sociali, sanitarie ed ambientali dei nostri
territori e alla precarietà dell' esistenza e del lavoro.
Per
il danneggiamento della sede di Casa Pound a Pistoia avvenuta l'11
ottobre 7 compagn* di Livorno, Pistoia e Colle Val'd'Elsa sono in
carcere o agli arresti domiciliari, altri 5 denunciat*, senza alcun
motivo, dal momento che sono estranei ai fatti e che la loro unica
“colpa” e' quella di aver partecipato ad un' assemblea regionale
che si svolgeva nel vicino circolo di un comitato di quartiere al
momento dell' accaduto.
La
polizia entra nel circolo, li trascina in questura e procede. Altri 4
arresti arrivano con il prosieguo delle indagini. Le accuse
pesantissime per tutt* “lesioni” “violenza” e, non a caso,
“Devastazione e Saccheggio”, un accusa gravissima, punibile con
8-15 anni di carcere. Lo stesso reato contestato ai responsabili
della Strage del Vajont di 40 anni fa (3.500 morti e 3 paesi spazzati
via) e, con disinvoltura, ai 10 manifestanti condannati per le
proteste al G8 di Genova 2001.
A
Firenze altre indagini portano all'arresto di un compagno ed
alla perquisizione di altri 11. Contro “Mannu” viene addirittura
usata l'aggravante di “Terrorismo”. Gli altri 11 subiscono
perquisizioni alla ricerca di materiale esplosivo ed il prelievo del
DNA con l'accusa di “tentata rissa” per aver risposto alla
chiamata d'aiuto di una ragazza minacciata da un gruppo di
neofascisti nel centro di Firenze.
E'
un clima di accanimento giudiziario e poliziesco inaccettabile.
Da
anni assistiamo alla volontà di criminalizzare le pratiche dei
movimenti sociali, dalle lotte sul territorio a quelle degli
studenti, dei lavoratori, dei migranti. Sono centinaia le denunce, i
processi e le condanne che tentano di trasformare in problemi di
ordine pubblico le occupazioni, i cortei, le tante pratiche di
riappropriazione e di solidarietà che quotidianamente i movimenti
mettono in campo.
Stiamo
sperimentando un clima sociale che alimenta l' insicurezza, fatto di
odio, di discriminazione verso tutti i “diversi” possibili, di
rottura dei legami sociali per una guerra di tutti contro tutti. Un
clima nel quale crescono e si diffondono organizzazioni fasciste e
razziste, responsabili di aggressioni ormai quotidiane, nel silenzio
complice e spesso con la protezione delle istituzioni e di gran parte
delle forze politiche. Ef una situazione voluta da questo come dai
precedenti governi. Mentre vengono ridotti i diritti, lo stato
sociale, i salari si producono strumenti di disciplina e controllo. A
questo servono le leggi razziali del gpacchetto sicurezzah che
rendono la vita impossibile per i migranti e a questo servono le
tante ordinanze dei sindaci sceriffi delle nostre città che
ignorando completamente i bisogni sociali creano il capro espiatorio
nei marginali e nei poveri.
E'
la politica di poteri che hanno paura, di istituzioni delegittimate
da una crisi irreversibile della rappresentanza e che con la paura e
il controllo cercano di governare una crisi economica dalle
conseguenze sociali devastanti nella quale riprodurre e accentuare lo
sfruttamento sempre più selvaggio del lavoro, il saccheggio dei
territori, l'espropriazione dei beni comuni.
LA
RISPOSTA CHE COME MOVIMENTI DIAMO A QUESTA SITUAZIONE PARLA DI
LIBERTA' E DI DIRITTI, DI SOLIDARIETA' E DI UGUAGLIANZA. PARLA DELLA
RICCHEZZA DELLE RELAZIONI SOCIALI CHE VIVONO NELLE PRATICHE DI
AUTORGANIZZAZIONE, DI AUTOGESTIONE E DI CONFLITTO. Siamo impegnati
a sviluppare percorsi di lotta aperti e partecipati, che mettono al
centro i bisogni per rovesciare la precarietà della vita che ci
viene imposta. La sicurezza che vogliamo conquistare è quella
del e sul lavoro, quella del reddito, della casa, della formazione,
di cicli produttivi puliti contro le nocività, della libertà di
circolazione per sfuggire a guerre e miseria.
Movimenti
e realtà di base contrappongono democrazia diretta e partecipazione
ad un sistema politico utile solo a garantire privilegi.
E'
per questo che fanno paura. E' per questo che contro le lotte si
intensifica l'uso dei manganelli, del codice penale, delle operazioni
di polizia, delle forme di controllo sociale.
PER
TUTTO QUESTO SAREMO IN PIAZZA. PER L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DEI
COMPAGN* IN ARRESTO.
PER
DENUNCIARE UN CLIMA PERSECUTORIO CHE QUESTA REGIONE NON VUOLE E NON
TOLLERA.
PER
RICORDARE IL 40 DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E LE TANTE VITTIME
DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE.
SAREMO
IN PIAZZA PER COMINCIARE A COSTRUIRE RELAZIONI E RETI CHE DIFENDANO E
CONQUISTINO, TRA I TANTI DIRITTI E LIBERTA', UNA LIBERTA'
IMPRESCINDIBILE OGGI PIU' CHE MAI: LA LIBERTA' DI MOVIMENTO.
TUTT*
IN PIAZZA
sabato
12 dicembre alle 15.30 piazza San Marco a Firenze
Libertà
di movimento
Liber*
tutt*
ASA
– Lucca-
Centro
di Documentazione di Pistoia
Collettivo
d'Agraria -Firenze-
Comitato
Antifascista San Lorenzo -Pistoia-
Comitato
Pistoiese per la Palestina
Comunita'
in resistenza -Empoli-
Confederazione
Cobas Toscana
Cobas
Ataf- Firenze
CSA
Intifada - Empoli-
CSA
nEXt Emerson – Firenze-
CUB
Pistoia
Dada
Viruz Project -Viareggio-
Movimento
Antagonista Livornese
Movimento
di Lotta per la Casa - Firenze-
Precari
Autorganizzati -Pisa-
Progetto
Prendo Casa -Pisa-
Spazio
Liberato Ex-Breda - Pistoia-
Spazio
Antagonista Newroz -Pisa-
Inviato da emerson | 1 Dic, 2009, 19:56
● la
cooperazione allo sviluppo non serve e non potrà mai servire per
diminuire i criminali danni che le attuali relazioni socioeconomiche
neo-liberiste producono ai popoli del sud [ed “ultimamente” anche
a noi]
In
Italia i fondi dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (ASP) per i popoli
del “Terzo Mondo” che la Cooperazione italiana (Ministero degli
Esteri) gestisce e distribuisce ( alta percentuale alle ONG), sono
costituiti con i soldi provenienti dalle “nostre tasche” ed
equivalenti allo 0.17% del Prodotto Interno Lordo; per il solo 2008
questo “0.17%” significa più di 2800 milioni di euro.
Sebbene
sia dal 1987 che i fondi ASP stanno formalmente arrivando ogni anno
ai popoli più “sfortunati”, bisogna convenire che questa
apparentemente ingente massa di denaro NON HA avuto la capacità di
diminuire MINIMAMENTE nessuna delle “piaghe” -che si chiamano
povertà, malattia, fame, ignoranza- alle quali era stata dichiarata
una “guerra”senza quartiere. Per giustizia bisogna precisare che
non è solo la cooperazione italiana, con la sua variopinta e
moltitudinaria appendice ONG, ad aver perso questa “guerra”, ma
tutta la cooperazione internazionale nel suo complesso; dato di fatto
riconosciuto dalla stessa ONU nei due vertici “ad hoc” celebrati
nel 2000 e nel 2005. Questo riconoscimento “di banca rotta”,
naturalmente, non è stato sufficiente a che la cosa finisse lì.
Senza titubare, proprio nell'ultimo vertice del 2005, con la enfatica
definizione “Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo”, le
Nazioni Unite hanno infatti dato a conoscere che la loro decisione è
di arrivare entro il 2015 allo sradicamento dell'estrema povertà e
della mal nutrizione, alla riduzione di due terzi della mortalità
infantile, alla riduzione di tre quarti della mortalità materna.
Oltre all'ONU, anche Banca Mondiale, OCSE, USAID, Unione Europea, e
chi più ne ha più ne metta, hanno fatta propria questa sfida (e
dunque, chiaramente, anche l'Italia, con il suo Ministero degli
Esteri, la sua Cooperazione, le sue ONG); se si vuole anche un po'
incautamente, visto che le risorse che saranno destinate al
raggiungimento di tali millenari obiettivi sono sostanzialmente
ridicole rispetto all'ordine di grandezza del problema.
É
COSÌ FACILE PREDIZIONE l'affermare, già da ora, che anche questa
sfida assunta “dai potenti della Terra”altro non risulterà che
la ennesima “grida manzoniana” che lascerà il mondo così come
lo ha trovato e forse anche peggio.
Ma
oltre a questa predizione, elementare applicazione empirica
dell'induzione sui dati informativi forniti dagli stessi
protagonisti istituzionali della cooperazione, ve ne è una seconda,
altrettanto elementare ma dirimente in quanto di ordine strutturale:
se il sottosviluppo è un prodotto ineliminabile - necessario al
modello economico capitalista (per come ci dicono i suoi vari
parametri di produttività, di stato dell'arte tecnologico, di
riproduzione ed aumento del profitto), l'eliminazione del
sottosviluppo può darsi solo eliminando/superando il modello che ci
governa.
● perché
l'iniziativa di oggi parte dalla denuncia della USAID
-
cosa dice di se stessa la USAID:
la Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID),
si presenta come l'istituzione federale indipendente
che è responsabile, dal 1961, di pianificare ed amministrare
l'assistenza economica ed umanitaria nel mondo. Sottolinea, come,
indirettamente,
la
USAID, solo appoggiando gli interessi della politica estera
statunitense e con ciò espandendo la democrazia ed il libero
scambio, migliori le condizioni dei cittadini dei paesi in via di
sviluppo; mentre,
in via diretta, essa
aiuti chiunque, al di là delle frontiere degli Stati Uniti, si
sforzi per migliorare il suo livello di vita, voglia risollevarsi da
un disastro o lottare perché il suo paese sia libero e democratico.
Questa assistenza, chiude la USAID, converte gli Stati Uniti in un
faro di speranza per il mondo.
-
cosa dicono i
popoli del Sud del mondo della USAID: di
fatto TUTTI, iniziando con Afghanistan
e
terminando con Venezuela, confermano attraverso le loro dirette
esperienze la falsità e l'ipocrisia della USAID. I popoli del Sud
denunciano come il suo sbandierato appoggio per garantire libertà,
democrazia, libero scambio debba in realtà leggersi come
l'applicazione di una combinazione di misure cosiddette
antiterroristiche con operazioni contro insurrezionali definite con i
governi amici (Karzai,, Uribe, ...) o di strategie di reversione di
progetti politici in atto contro governi nemici (Morales, Ch.ávez,
...)
-
giustapposizione comparata tra USAID ed ONG:
ferme restando le profonde differenze di portato storico, politico,
economico, ...tra le classi dirigenti europee e quelle statunitensi,
risulta evidente come la USAID sia stata il modello a cui si è
guardato per strutturare le ONG in modo coerente alle “categorie”
che devono riprodurre sul terreno operativo. Sia al Sud: capitalismo
come modello universale, non violenza preconcetta, cooptazione o
acquisto dei dirigenti popolari …; come al Nord: intercettamento ed
utilizzazione della voglia di giustizia dei giovani, rafforzamento
di una “solidarietà capitalista” che cancelli la memoria
dell'internazionalismo, ...
● il nostro
appello: superiamo le strutture parassitarie (ONG) che gestiscono con
i nostri
soldi
non un aiuto agli emarginati della Terra ma un controllo del sistema
su di loro! costruiamo un percorso che, oltre a garantire la
consegna delle risorse spettanti direttamente ai movimenti popolari
del Sud, faccia nuovamente protagonista la solidarietà tra i popoli!
Nel
“democratico” Nord -un “mondo”
che brucia ogni anno 137.000 milioni di euro nelle già guerre
preventive contro l'Afghanistan e contro l'Iraq, per citare solo due
dei genocidi in atto; che genera speculazioni socialmente criminali
che polverizzano risorse dell'ordine di 100.000.000 di milioni di
euro; che provoca all'interno della stessa Europa l'esistenza di 22
milioni di disoccupati; che abbandona centinaia di famiglie di
lavoratori italiani alle elemosine private per ricevere amari pasti
di sopravvivenza- le sue classi subalterne dovrebbero
iniziare a
materializzare l'idea che “Solo
i Popoli salvano i Popoli”,
come sempre dichiara RONY un nostro compagno, comandante delle FAR
Guatemalteche (che sarà tra gli intervistati durante la iniziativa).
Purtroppo, e non potrebbe essere altrimenti, le ONG non sono interne
alla “filosofia” di Rony. Ma se l'etica di professionisti
dell'elemosina o antichi barlumi di coscienza non preoccupano la
“squadra” italiana delle ONG, dovrebbe almeno farlo la loro
dimostrata e riconosciuta inefficienza nella gestione degli aiuti
allo sviluppo; la concreta possibilità, facile da dimostrare, di
poter essere sostituite da strutture realmente popolari ed
esponenzialmente più efficienti. Niente. Il problema parrebbe non
esistere.
La
spiegazione, chiaramente, esiste e si trova nel fatto che le ONG
hanno un ruolo politico insostituibile, ben chiaro per chi le
finanzia. Il ruolo, la funzione delle ONG, ne siano esse consapevoli
oppure no, lo assolvano nella loro totalità oppure vi sia qualche
possibile eccezione, è quello pensato dal Dipartimento di Stato
degli Stati Uniti nel lontano 1961 per la “sua” USAID. Che
l'intervento ONG sia però “dal basso” invece che “dall'alto”
e che vi sia una differenza di “scala” nell'approccio sul terreno
risulta evidente, ma, la funzione è la stessa.
Da
qui il nostro appello: costruiamo
un percorso politico ed associativo che realizzi una nuova
cooperazione realmente dal basso la quale veda centrali e
protagonisti i movimenti del Sud che lottano per la loro
emancipazione; veda centrali i movimenti popolari del Nord
nell'accompagnamento tecnico e politico dei propri omologhi del Sud;
veda centrale una riflessione etica che, associata a proposte
possibili, permetta la consegna diretta ai legittimi destinatari
delle risorse che prelevate dalle nostre tasche s'infilano invece in
quelle del carrozzone ONG.
In
realtà, noi, come
Brigate di Solidarietà e per la Pace, abbiamo verificato che i
contenuti sopra esplicitati in maniera telegrafica come “nostro
appello” cominciano ormai ad essere condivisi da molti movimenti
popolari del Sud. Anche se qui, in Italia ed ora, l'appello può
vedersi come una provocazione politica, resta però fermo, che, sia
nel Nord che nel Sud, l'aspetto tecnico-operativo ad esso associato è
concretamente realizzabile e nel brevissimo periodo. Ritornando ai
momenti di verifica di condivisione dei contenuti “dell'appello”
avuti con numerosi movimenti popolari del Sud, uno, per citarne due
dei più importanti, l'abbiamo
nel
IV°
Incontro Internazionale “ TERRITORIO E VITA” realizzato a
Zugliano (Udine)
nel settembre 2008. Alla presenza totalmente maggioritaria di
movimenti popolari del Sud, in gran parte latinoamericani,
l'Assemblea Generale, il 28 settembre 2008, in seduta plenaria, ha
approvato la proposta così come da noi integralmente presentata. Il
secondo momento di verifica l'abbiamo invece avuto, con uguale o
forse maggiore “successo”, al “Campeggio
degli amici dell'Unione Democratica Arabo Palestinese” (UDAP)
nell'agosto di quest'anno a Viareggio
(Lucca). DUNQUE,
COSTRUIAMO IL PERCORSO. PARTECIPA O ADERISCI AL PRESIDIO!
Brigate
di Solidarietà e per la Pace
brisop.noblogs.org
– brisop@inventati.org
Inviato da emerson | 26 Nov, 2009, 13:50
Inviato da emerson | 30 Ott, 2009, 12:29
Sabato 31 ottobre alle 11,00
presidio straordinario
in via Niccolò da Tolentino
(al vecchio ex-emerson)
Quando i bisogni dei cittadini vengono sempre per ultimi, quando vince sistematicamente la ragione della speculazione, quando gli spazi sociali e la minima vivibilità viene sacrificata alla logica del profitto...
QUALCOSA NON QUADRA,
GIU' LE MANI DALLA CITTA'
Sabato mattina alle 11,00
presidio manifestazione in via Niccolò da Tolentino, dove uno dei cantieri della Quadra sotto inchiesta ha preso il posto del centro sociale exEmerson, costretto all' ennesimo sgombero.
Per una decisa inversione di rotta, per accertare tutte le responsabilità, anche politiche, di questo come di altre gravi vicende urbanistico
edilizie, per un Piano Strutturale che non sia una "rinfrescata" di quello targato Biagi, Di Benedetto, Formigli, Barbaro
Diffondete e partecipate.
CSA nEXt Emerson, Comitato San Salvi chi può, Un'Altra Città Un Altro Mondo, Movimento di Lotta per la Casa
Inviato da emerson | 20 Ott, 2009, 19:01
APPELLO a tutto il movimento
libertà, non paura
Firenze, ottobre 2009, il delirio e la ricerca di sicurezza si trasforma nel quotidiano in pericoloso elemento di caccia alla diversità, di restrizione degli spazi di libertà, di un generale clima di controllo e disciplina sociale. Lo straordinario desiderio di trasformazione sociale annichilito dall'esistenza quotidiana della infinita precarietà, la voglia di battere le barriere sociali, razziali, distrutte dall'onnipotenza del potere e dlla sua molteplice capacità di diffusione del controllo militare e culturale.
Anche a Firenze la dimensione di paura nella precarietò si vive costantemente. Si vive nella spasmodica ricerca di un alloggio che non sia offensivo per i nostri salari, si vive aspettando il prossimo e ennesimo sgombero, si vive ogni mattina a tutelare qualche anziano o famiglia sotto sfratto, ma si vive anche nella incertezza della sicurezza di un lavoro stabile, oppure aspettando il provvedimento disciplinare per avere occupato la scuola...
Per l'universo migrante la quotidiana sicurezza si è trasformata in un calvario. Code interminabili per l'ottenimento del permesso di soggiorno, angherie e soprusi nel luoghgi del lavoro, comportamenti razzisti e violenti nella cintura urbana, il vero e proprio terrore del ricatto sulla propria esistenza da clandestino...
Ci stiamo lentamente "abituando" alla velocità dei tempi in cui viviamo. Tempi segnati dalla rottura delle relazioni sociali, dalla devastazione del territorio, dalla speculazione, una società fondata sulle televisioni e sulla loro capacità di non filtrare la forte inquietudine che accompagna la vita di milioni di uomini, donne e bambini ai limiti, veri, della povertà.
Intanto, condanne incredibili, provvedimenti di sgombero, denunce agli antifascisti, agli studenti e ai lavoratori. pestaggi nazisti nei confronti di migranti e omosessuali sono il naturale corollario di un paese che esercita la propria forza nella pratica della forza contro gli oppositori e gli eretici, oppure manifestando l'odio nei confonti delle diversità.
Il popolo delle occupazioni invita tutte e tutti coloro che credono ancora nei valori dell'uguaglianza e del mutuo soccorso alla ricostruzione di percorsi comuni contro le libertà negate, contro il razzismo, contro la guerra...
GIOVEDI' 22 OTTOBRE ALLE ORE 21 IN VIALE MATTEOTTI 15 ASSEMBLEA CITTADINA
SABATO 24 OTTOBRE ORE 10 PIAZZA SAN MARCO MANIFESTAZIONE-CORTEO
Movimento di Lotta per la Casa-CSA nEXt Emerson-Rete Insicuri-Un'Altra città Un altro Mondo