No inceneritori!

Inviato da emerson | 18 Feb, 2010, 13:15

termomortalizzatoriSabato 20 febbraio

ore 15.00 -  davanti alla Regione Toscana (Via Cavour - Firenze)

Il Coordinamento dei comitati della Piana Fi-Po-Pt e il Coordinamento Rifiuti Zero Toscana costa convocano per sabato 20 febbraio un presidio davanti alla Regione per sostenere le iniziative di Rifiuti Zero e le alternative all'incenerimento.

 

Questo il comunicato: 

I Comitati che lottano per l’obiettivo Rifiuti Zero e per le alternative a tutte le forme di incenerimento dei rifiuti considerando i gravi danni alla salute e all’ambiente provocati dagli inceneritori e le alternative già attuate e praticabili chiedono:

  • La chiusura immediata dell’inceneritore di Montale e di tutti gli impianti di incenerimento e di combustione dei rifiuti attivi in Toscana

  • Il blocco delle procedure per la realizzazione di impianti di incenerimento e di combustione di biomasse e CDR previsti

  • La messa in atto da subito delle alternative all’incenerimento che tutelano la salute dei cittadini e l’occupazione ed evitano lo spreco delle risorse ambientali, come già accade in molte parti d’Italia e d’Europa

  • Il rispetto da parte della Regione degli obiettivi di raccolta differenziata del 65% entro il 2012 e di riduzione del 15% della produzione di rifiuti, per i quali è stata finora inadempiente

  • L’immediata cessazione dello spreco di soldi pubblici nella costruzione di impianti finalizzati solo a finanziare lobby private e a incassare gli incentivi statali (cip6) ai danni dei cittadini

 www.noinceneritori.org - www.rifiutizero.org

 

 

 

 

 

 

 


Sab. 12 dic. 15.30 P.zza San Marco: Tutt* in Piazza

Inviato da emerson | 8 Dic, 2009, 15:39

 

corteo 12 dicembre

 

 

LIBER* TUTT*

LIBERTA' DI MOVIMENTO

Le operazioni di polizia e magistratura delle ultime settimane hanno creato una in Toscana, un clima di pesante intimidazione nei confronti di quanti sono impegnati nei movimenti in opposizione alle tante devastazioni sociali, sanitarie ed ambientali dei nostri territori e alla precarietà dell' esistenza e del lavoro.


Per il danneggiamento della sede di Casa Pound a Pistoia avvenuta l'11 ottobre 7 compagn* di Livorno, Pistoia e Colle Val'd'Elsa sono in carcere o agli arresti domiciliari, altri 5 denunciat*, senza alcun motivo, dal momento che sono estranei ai fatti e che la loro unica “colpa” e' quella di aver partecipato ad un' assemblea regionale che si svolgeva nel vicino circolo di un comitato di quartiere al momento dell' accaduto.


La polizia entra nel circolo, li trascina in questura e procede. Altri 4 arresti arrivano con il prosieguo delle indagini. Le accuse pesantissime per tutt* “lesioni” “violenza” e, non a caso, “Devastazione e Saccheggio”, un accusa gravissima, punibile con 8-15 anni di carcere. Lo stesso reato contestato ai responsabili della Strage del Vajont di 40 anni fa (3.500 morti e 3 paesi spazzati via) e, con disinvoltura, ai 10 manifestanti condannati per le proteste al G8 di Genova 2001.

A Firenze altre indagini portano all'arresto di un compagno ed alla perquisizione di altri 11. Contro “Mannu” viene addirittura usata l'aggravante di “Terrorismo”. Gli altri 11 subiscono perquisizioni alla ricerca di materiale esplosivo ed il prelievo del DNA con l'accusa di “tentata rissa” per aver risposto alla chiamata d'aiuto di una ragazza minacciata da un gruppo di neofascisti nel centro di Firenze.

E' un clima di accanimento giudiziario e poliziesco inaccettabile.

Da anni assistiamo alla volontà di criminalizzare le pratiche dei movimenti sociali, dalle lotte sul territorio a quelle degli studenti, dei lavoratori, dei migranti. Sono centinaia le denunce, i processi e le condanne che tentano di trasformare in problemi di ordine pubblico le occupazioni, i cortei, le tante pratiche di riappropriazione e di solidarietà che quotidianamente i movimenti mettono in campo.

Stiamo sperimentando un clima sociale che alimenta l' insicurezza, fatto di odio, di discriminazione verso tutti i “diversi” possibili, di rottura dei legami sociali per una guerra di tutti contro tutti. Un clima nel quale crescono e si diffondono organizzazioni fasciste e razziste, responsabili di aggressioni ormai quotidiane, nel silenzio complice e spesso con la protezione delle istituzioni e di gran parte delle forze politiche. Ef una situazione voluta da questo come dai precedenti governi. Mentre vengono ridotti i diritti, lo stato sociale, i salari si producono strumenti di disciplina e controllo. A questo servono le leggi razziali del gpacchetto sicurezzah che rendono la vita impossibile per i migranti e a questo servono le tante ordinanze dei sindaci sceriffi delle nostre città che ignorando completamente i bisogni sociali creano il capro espiatorio nei marginali e nei poveri.

E' la politica di poteri che hanno paura, di istituzioni delegittimate da una crisi irreversibile della rappresentanza e che con la paura e il controllo cercano di governare una crisi economica dalle conseguenze sociali devastanti nella quale riprodurre e accentuare lo sfruttamento sempre più selvaggio del lavoro, il saccheggio dei territori, l'espropriazione dei beni comuni.


LA RISPOSTA CHE COME MOVIMENTI DIAMO A QUESTA SITUAZIONE PARLA DI LIBERTA' E DI DIRITTI, DI SOLIDARIETA' E DI UGUAGLIANZA. PARLA DELLA RICCHEZZA DELLE RELAZIONI SOCIALI CHE VIVONO NELLE PRATICHE DI AUTORGANIZZAZIONE, DI AUTOGESTIONE E DI CONFLITTO. Siamo impegnati a sviluppare percorsi di lotta aperti e partecipati, che mettono al centro i bisogni per rovesciare la precarietà della vita che ci viene imposta. La sicurezza che vogliamo conquistare è quella del e sul lavoro, quella del reddito, della casa, della formazione, di cicli produttivi puliti contro le nocività, della libertà di circolazione per sfuggire a guerre e miseria.


Movimenti e realtà di base contrappongono democrazia diretta e partecipazione ad un sistema politico utile solo a garantire privilegi.

E' per questo che fanno paura. E' per questo che contro le lotte si intensifica l'uso dei manganelli, del codice penale, delle operazioni di polizia, delle forme di controllo sociale.


PER TUTTO QUESTO SAREMO IN PIAZZA. PER L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DEI COMPAGN* IN ARRESTO.

PER DENUNCIARE UN CLIMA PERSECUTORIO CHE QUESTA REGIONE NON VUOLE E NON TOLLERA.

PER RICORDARE IL 40 DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E LE TANTE VITTIME DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE.

SAREMO IN PIAZZA PER COMINCIARE A COSTRUIRE RELAZIONI E RETI CHE DIFENDANO E CONQUISTINO, TRA I TANTI DIRITTI E LIBERTA', UNA LIBERTA' IMPRESCINDIBILE OGGI PIU' CHE MAI: LA LIBERTA' DI MOVIMENTO.


TUTT* IN PIAZZA

sabato 12 dicembre alle 15.30 piazza San Marco a Firenze

Libertà di movimento

Liber* tutt*


ASA – Lucca-

Centro di Documentazione di Pistoia

Collettivo d'Agraria -Firenze-

Comitato Antifascista San Lorenzo -Pistoia-

Comitato Pistoiese per la Palestina

Comunita' in resistenza -Empoli-

Confederazione Cobas Toscana

Cobas Ataf- Firenze

CSA Intifada - Empoli-

CSA nEXt Emerson – Firenze-

CUB Pistoia

Dada Viruz Project -Viareggio-

Movimento Antagonista Livornese

Movimento di Lotta per la Casa - Firenze-

Precari Autorganizzati -Pisa-

Progetto Prendo Casa -Pisa-

Spazio Liberato Ex-Breda - Pistoia-

Spazio Antagonista Newroz -Pisa-


 

 


costruendo una Cooperazione Dal Basso: sab. 5 dic.

Inviato da emerson | 1 Dic, 2009, 19:56

 

la cooperazione allo sviluppo non serve e non potrà mai servire per diminuire i criminali danni che le attuali relazioni socioeconomiche neo-liberiste producono ai popoli del sud [ed “ultimamente” anche a noi]


In Italia i fondi dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (ASP) per i popoli del “Terzo Mondo” che la Cooperazione italiana (Ministero degli Esteri) gestisce e distribuisce ( alta percentuale alle ONG), sono costituiti con i soldi provenienti dalle “nostre tasche” ed equivalenti allo 0.17% del Prodotto Interno Lordo; per il solo 2008 questo “0.17%” significa più di 2800 milioni di euro.

Sebbene sia dal 1987 che i fondi ASP stanno formalmente arrivando ogni anno ai popoli più “sfortunati”, bisogna convenire che questa apparentemente ingente massa di denaro NON HA avuto la capacità di diminuire MINIMAMENTE nessuna delle “piaghe” -che si chiamano povertà, malattia, fame, ignoranza- alle quali era stata dichiarata una “guerra”senza quartiere. Per giustizia bisogna precisare che non è solo la cooperazione italiana, con la sua variopinta e moltitudinaria appendice ONG, ad aver perso questa “guerra”, ma tutta la cooperazione internazionale nel suo complesso; dato di fatto riconosciuto dalla stessa ONU nei due vertici “ad hoc” celebrati nel 2000 e nel 2005. Questo riconoscimento “di banca rotta”, naturalmente, non è stato sufficiente a che la cosa finisse lì. Senza titubare, proprio nell'ultimo vertice del 2005, con la enfatica definizione “Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo”, le Nazioni Unite hanno infatti dato a conoscere che la loro decisione è di arrivare entro il 2015 allo sradicamento dell'estrema povertà e della mal nutrizione, alla riduzione di due terzi della mortalità infantile, alla riduzione di tre quarti della mortalità materna. Oltre all'ONU, anche Banca Mondiale, OCSE, USAID, Unione Europea, e chi più ne ha più ne metta, hanno fatta propria questa sfida (e dunque, chiaramente, anche l'Italia, con il suo Ministero degli Esteri, la sua Cooperazione, le sue ONG); se si vuole anche un po' incautamente, visto che le risorse che saranno destinate al raggiungimento di tali millenari obiettivi sono sostanzialmente ridicole rispetto all'ordine di grandezza del problema.

É COSÌ FACILE PREDIZIONE l'affermare, già da ora, che anche questa sfida assunta “dai potenti della Terra”altro non risulterà che la ennesima “grida manzoniana” che lascerà il mondo così come lo ha trovato e forse anche peggio.

Ma oltre a questa predizione, elementare applicazione empirica dell'induzione sui dati informativi forniti dagli stessi protagonisti istituzionali della cooperazione, ve ne è una seconda, altrettanto elementare ma dirimente in quanto di ordine strutturale: se il sottosviluppo è un prodotto ineliminabile - necessario al modello economico capitalista (per come ci dicono i suoi vari parametri di produttività, di stato dell'arte tecnologico, di riproduzione ed aumento del profitto), l'eliminazione del sottosviluppo può darsi solo eliminando/superando il modello che ci governa.


perché l'iniziativa di oggi parte dalla denuncia della USAID


- cosa dice di se stessa la USAID: la Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), si presenta come l'istituzione federale indipendente che è responsabile, dal 1961, di pianificare ed amministrare l'assistenza economica ed umanitaria nel mondo. Sottolinea, come, indirettamente, la USAID, solo appoggiando gli interessi della politica estera statunitense e con ciò espandendo la democrazia ed il libero scambio, migliori le condizioni dei cittadini dei paesi in via di sviluppo; mentre, in via diretta, essa aiuti chiunque, al di là delle frontiere degli Stati Uniti, si sforzi per migliorare il suo livello di vita, voglia risollevarsi da un disastro o lottare perché il suo paese sia libero e democratico. Questa assistenza, chiude la USAID, converte gli Stati Uniti in un faro di speranza per il mondo.

- cosa dicono i popoli del Sud del mondo della USAID: di fatto TUTTI, iniziando con Afghanistan e terminando con Venezuela, confermano attraverso le loro dirette esperienze la falsità e l'ipocrisia della USAID. I popoli del Sud denunciano come il suo sbandierato appoggio per garantire libertà, democrazia, libero scambio debba in realtà leggersi come l'applicazione di una combinazione di misure cosiddette antiterroristiche con operazioni contro insurrezionali definite con i governi amici (Karzai,, Uribe, ...) o di strategie di reversione di progetti politici in atto contro governi nemici (Morales, Ch.ávez, ...)

- giustapposizione comparata tra USAID ed ONG: ferme restando le profonde differenze di portato storico, politico, economico, ...tra le classi dirigenti europee e quelle statunitensi, risulta evidente come la USAID sia stata il modello a cui si è guardato per strutturare le ONG in modo coerente alle “categorie” che devono riprodurre sul terreno operativo. Sia al Sud: capitalismo come modello universale, non violenza preconcetta, cooptazione o acquisto dei dirigenti popolari …; come al Nord: intercettamento ed utilizzazione della voglia di giustizia dei giovani, rafforzamento di una “solidarietà capitalista” che cancelli la memoria dell'internazionalismo, ...


il nostro appello: superiamo le strutture parassitarie (ONG) che gestiscono con i nostri

soldi non un aiuto agli emarginati della Terra ma un controllo del sistema su di loro! costruiamo un percorso che, oltre a garantire la consegna delle risorse spettanti direttamente ai movimenti popolari del Sud, faccia nuovamente protagonista la solidarietà tra i popoli!


Nel “democratico” Nord -un “mondo” che brucia ogni anno 137.000 milioni di euro nelle già guerre preventive contro l'Afghanistan e contro l'Iraq, per citare solo due dei genocidi in atto; che genera speculazioni socialmente criminali che polverizzano risorse dell'ordine di 100.000.000 di milioni di euro; che provoca all'interno della stessa Europa l'esistenza di 22 milioni di disoccupati; che abbandona centinaia di famiglie di lavoratori italiani alle elemosine private per ricevere amari pasti di sopravvivenza- le sue classi subalterne dovrebbero iniziare a materializzare l'idea che “Solo i Popoli salvano i Popoli”, come sempre dichiara RONY un nostro compagno, comandante delle FAR Guatemalteche (che sarà tra gli intervistati durante la iniziativa). Purtroppo, e non potrebbe essere altrimenti, le ONG non sono interne alla “filosofia” di Rony. Ma se l'etica di professionisti dell'elemosina o antichi barlumi di coscienza non preoccupano la “squadra” italiana delle ONG, dovrebbe almeno farlo la loro dimostrata e riconosciuta inefficienza nella gestione degli aiuti allo sviluppo; la concreta possibilità, facile da dimostrare, di poter essere sostituite da strutture realmente popolari ed esponenzialmente più efficienti. Niente. Il problema parrebbe non esistere.

La spiegazione, chiaramente, esiste e si trova nel fatto che le ONG hanno un ruolo politico insostituibile, ben chiaro per chi le finanzia. Il ruolo, la funzione delle ONG, ne siano esse consapevoli oppure no, lo assolvano nella loro totalità oppure vi sia qualche possibile eccezione, è quello pensato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel lontano 1961 per la “sua” USAID. Che l'intervento ONG sia però “dal basso” invece che “dall'alto” e che vi sia una differenza di “scala” nell'approccio sul terreno risulta evidente, ma, la funzione è la stessa.

Da qui il nostro appello: costruiamo un percorso politico ed associativo che realizzi una nuova cooperazione realmente dal basso la quale veda centrali e protagonisti i movimenti del Sud che lottano per la loro emancipazione; veda centrali i movimenti popolari del Nord nell'accompagnamento tecnico e politico dei propri omologhi del Sud; veda centrale una riflessione etica che, associata a proposte possibili, permetta la consegna diretta ai legittimi destinatari delle risorse che prelevate dalle nostre tasche s'infilano invece in quelle del carrozzone ONG.

In realtà, noi, come Brigate di Solidarietà e per la Pace, abbiamo verificato che i contenuti sopra esplicitati in maniera telegrafica come “nostro appello” cominciano ormai ad essere condivisi da molti movimenti popolari del Sud. Anche se qui, in Italia ed ora, l'appello può vedersi come una provocazione politica, resta però fermo, che, sia nel Nord che nel Sud, l'aspetto tecnico-operativo ad esso associato è concretamente realizzabile e nel brevissimo periodo. Ritornando ai momenti di verifica di condivisione dei contenuti “dell'appello” avuti con numerosi movimenti popolari del Sud, uno, per citarne due dei più importanti, l'abbiamo nel IV° Incontro Internazionale “ TERRITORIO E VITA” realizzato a Zugliano (Udine) nel settembre 2008. Alla presenza totalmente maggioritaria di movimenti popolari del Sud, in gran parte latinoamericani, l'Assemblea Generale, il 28 settembre 2008, in seduta plenaria, ha approvato la proposta così come da noi integralmente presentata. Il secondo momento di verifica l'abbiamo invece avuto, con uguale o forse maggiore “successo”, al “Campeggio degli amici dell'Unione Democratica Arabo Palestinese” (UDAP) nell'agosto di quest'anno a Viareggio (Lucca). DUNQUE, COSTRUIAMO IL PERCORSO. PARTECIPA O ADERISCI AL PRESIDIO!


Brigate di Solidarietà e per la Pace

brisop.noblogs.org – brisop@inventati.org

 

 


Corteo 28 novembre - No ai due tunnel Tav!

Inviato da emerson | 26 Nov, 2009, 13:50

 

 

Sabato 28 novembre

ore 15.30 piazza San Marco - Firenze

more info: http://www.notavfirenze.blogspot.com 

notav

 

 


Qualcosa non Quadra! Presidio straordinario domani ore 11

Inviato da emerson | 30 Ott, 2009, 12:29

Sabato 31 ottobre alle 11,00

presidio straordinario

in via Niccolò da Tolentino (al vecchio ex-emerson)

Quando i bisogni dei cittadini vengono sempre per ultimi, quando vince sistematicamente la ragione della speculazione, quando gli spazi sociali e la minima vivibilità viene sacrificata alla logica del profitto...

QUALCOSA NON QUADRA, GIU' LE MANI DALLA CITTA'

Sabato mattina alle 11,00 presidio manifestazione in via Niccolò da Tolentino, dove uno dei cantieri della Quadra sotto inchiesta ha preso il posto del centro sociale exEmerson, costretto all' ennesimo sgombero.

Per una decisa inversione di rotta, per accertare tutte le responsabilità, anche politiche, di questo come di altre gravi vicende urbanistico edilizie, per un Piano Strutturale che non sia una "rinfrescata" di quello targato Biagi, Di Benedetto, Formigli, Barbaro

Diffondete e partecipate.

CSA nEXt Emerson, Comitato San Salvi chi può, Un'Altra Città Un Altro Mondo, Movimento di Lotta per la Casa