Inviato da emerson | 4 Lug, 2009, 18:09
Giovedi 9 Luglio
Allo Spazio Interculturale Autogestito KULANKA in via Luca Giordano 4 (zona Cure)
Ore 19.30 Apericena
Ore 21.30 Proiezione di:
SEIZE THE TIME (COGLIERE L'OCCASIONE) di Antonello Branca
Un documentario rifiutato al festival di Venezia e trasmesso una sola volta nel 2008
Il Black Panther Party: 28 membri uccisi e 300 imprigionati dal sistema dell'america degli anni '70.
<<Bisognerebbe parlare di sfruttamento e non di colore della pella.
Il colore è usato dagli oppressori per dividere la gente e sfruttarla meglio>>
Antonello Branca
In collaborazione con l'Associazione Culturale Antonello Branca (ACAB)
Inviato da emerson | 23 Giu, 2009, 13:25
Giovedi 24 Giugno
INAUGURAZIONE dello Spazio "Kulanka" (in somalo assemblea)
dalle 17 street bar writing & hip hop
alle 19 incontro con il giornalista indipendente Nicola Grigion (redazione
di Melting Pot)
sui rifigiati politici e richiedenti asilo in Italia
"Quale accoglienza?"
+ racconto delle lotte delle comunità somale di Milano e Torino
con la presenza di compagni/e e rifugiati/e
alle 21 cena somala+concerto
via luca giordano 11 zona cure
Non mancate!
Cari fratelli e sorelle, compagni e compagne,
Il 24 Giugno vogliamo inaugurare i nuovi spazi del centro autogestito da
rifugiati somali e compagni italiani, in Via Luca Giordano a Firenze. Il
centro nasce da una occupazione del Movimento di Lotta per la Casa
nell'ottobre del 2008 come risposta allo sgombero ordinato dallo sceriffo
Cioni di un'altra occupazione di rifugiati. Firenze è una meta storica per
i rifugiati e le rifugiate e richiedenti asilo del Corno D'Africa. Molti
vivono ormai da anni nel tessuto sociale della città e tanti, spinti dai
conflitti che continuano in quella regione, raggiungono Firenze e la
Toscana alla ricerca di una vita migliore o per fare una tappa nel loro difficile
viaggio verso il Nord-Europa. Purtroppo le recenti leggi sul diritto di
asilo della UE costringono tante persone a vivere in Italia prive di casa,
lavoro e diritti, spesso sulla strada e costretti ad accettare qualsiasi
lavoro sottopagato. La risposta delle istituzioni è insufficente, il
razzismo cresce nella società e le leggi ed i controlli di polizia sono
sempre più ostili. Per questo l'occupazione e l'auto-organizzazione sono
una risorsa sempre più importante.
Il centro è stato recentemente affidato dal Comune di Firenze, dopo una
lunga trattativa e numerose manifestazioni di protesta, alla Società di
mutuo soccorso "Abucar Moallim"ed è autogestito da un'assemblea mista
composta dagli abitanti somali e dai compagni italiani che svolgono
attività nel posto. Nel centro è attiva una scuola di italiano promossa dagli
studenti dell'Onda dell'Università di Firenze, si svolgono incontri a
carattere anti-razzista ed informativo a cura del collettivo di quartiere
Cure Antifasciste e dal 24 giugno si svolgeranno feste e attività sociali
della comunità somala, degli studenti, dei giovani del quartiere ed in
sostegno ai rifugiati e richiedenti asilo. Abbiamo anche intenzione di
animare una campagna regionale e nazionale contro l'apertura di un nuovo
CIE in Toscana.
Vogliamo che questa esperienza diventi un laboratorio di cooperazione tra
italiani e stranieri, insieme in lotta per il rispetto dei diritti umani di
tutti, per la crescita dell'autodeterminazione sociale e per dare una
risposta dal basso alle politiche discriminatorie che producono
sfruttamento e povertà. Per opporci con ogni mezzo necessario ad ogni forma di fascismo
e razzismo.
Invitiamo le realtà autogestite di migranti, rifugiati e richiedenti asilo
e di compagni italiani impegnati concretamente in lotte antirazziste ed
antifasciste a condividere con noi il loro percorso, consapevoli che
solamente uniti potremo vincere.
Spazio Interculturale Autogestito "Kulanka"
Inviato da emerson | 9 Giu, 2009, 12:53
Alla civiltà della
repressione rispondiamo confermando le nostre iniziative:
MARTEDI 9 GIUGNO
A GOVERNARE FIRENZE NON PUO' ESSERE "L'ORDINE PUBBLICO"
ALLE 18.00 PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI VIA CAVOUR
ALLE 19.30 resoconto dei fatti, ore 20,30 cena e a seguire
proiezione del film "cinema universale"in piazza delle cure davanti
allo stabile.
Il comunicato dei ragazzi di Lunadistro
Non abbiamo una gran voglia di parlare, ma ci sentiamo in dovere di farlo per far si' che non sia quella della questura l'unica versione circolante sullo sgombero di Luna Distro.
Alle 3 circa di stamattina vediamo correre da metà piazza una decina di digossini verso l'entrata della casa occupata, proviamo a chiudere la porta (che era aperta in attesa che rientrassero in casa gli ultimi occupanti che si trovavano ancora in piazza) ma non ci riusciamo. A quel punto ci piombano in casa urlando "il gioco è finito) (il nostro "Clint Eastwood" della situazione è il nostro funzionario Mazzei) con al seguito dieci digossini seguiti da un ingente numero di agenti in atisommossa. Fuori la piazza si riempie in pochi secondi di camionette.
All fine i compagni/e denunciati/e sono 7: il reato contestato è solo quello di occupazione (art. 633 e connesso 629 bis).
In piena notte e con un vero e proprio blitz la polizia decide di sgomberare senza alcuna motivazione sensata un'occupazione nata da poco più di un giorno. Non si capisce ancora se lo sgombero è stato chiesto dal comune o è stata un'iniziativa delle stesse forze dell'ordine dato che l'articolo 639bis autorizza d'ufficio la procedura per lo sgombero: ovvero non è necessaria l'ordinanza.
Noi avevamo posto questioni sociali, abitative e politiche verso le quali non c'è stata nessuna volontà di ascolto.
L'unica trattativa che è stata messa in piedi è stata quella dello stuolo di energumeni che stava nella piazza davanti allo stabile: non solo il funzionario la definiva "una trattativa" ma al contempo accusava gli occupanti di arroganza e poca disponibilità al dialogo.
Questo è il metodo vigliacco adottato dal comune: negarsi come possibile interlocutore di fronte a coloro che affermano con la pratica la necessità di una riappropriazione degli spazi per un uso sociale.
Noi quel posto lo stavamo ristrutturando e gli stavamo dando una direzione e il quartiere (in primis i commercianti del mercato) ci stava dando una risposta positiva.
Noi riteniamo di avere motivi sufficienti per non fermatci, indipendentemente che l'ostacolo che si frappone fra noi e i nostri obiettivi si chiami Renzi, Galli o digos. Alla civiltà della repressione noi rispondiamo confermando le nostre iniziative.
9 giugno ore 19.30 resoconto dei fatti, ore 20,30 cena e a seguire proiezione del film "cinema universale" in piazza delle cure davanti allo stabile.
Inviato da emerson | 8 Giu, 2009, 10:58
Oggi 7 giugno intorno alle 18 è nata L.un.a Di.stro. Siamo un gruppo di studenti e studentesse universitarie che hanno deciso di riappropriarsi di uno stabile abbandonato da anni e che un tempo ospitava gli uffici dell'acquedotto comunale nella piazza delle Cure a Firenze. Cercheremo di far rivivere questo palazzo vuoto con uno spazio abitativo per noi ma anche con uno spazio aperto a tutti per una biblioteca autogestita, per incontrarsi in un luogo che vuole sottrarsi dalla logiche commerciali di questa città-vetrina. Di seguito il nostro comunicato. Ci trovate in Piazza delle Cure 1a (difronte al mercato coperto) a Firenze.
(Continua)
Inviato da emerson | 27 Mag, 2009, 01:52
ACCUSATI DI TERRORISMO PER AVER VOLANTINATO IN SOLIDARIETA' CON LA PALESTINA
IL VIDEO DI BARRICADA TV
http://www.youtube.com/watch?v=U8zAlcMEeTg
IL COMUNICATO DELLE REALTA' ARGENTINA SU INDYMEDIA BUENOS AIRES
http://argentina.indymedia.org/news/2009/05/673262.php
LA NOSTRA SOLIDARIETÀ: BRIGATE DI SOLIDARIETA' E PER LA PACE
ARGENTINA: CONTRO MILITANTI DELL’MTR-FAR , ORCHESTRATE GRAVISSIME
CRIMINALIZZAZIONI E REALIZZATE FORTISSIME AZIONI REPRESSIVE!!!
- ACCUSE DI TENTATO OMICIDIO
5 militanti del Fronte di Azione Rivoluzionaria e del Movimento Teresa
Rodríguez sono prigionieri nelle carceri di massima sicurezza di Marco Paz
e di Ezeiza (Buenos Aires) accusati di voler attentare alla vita di membri
della OSA (Organizzazione Sionista Argentina) e di quella dello stesso
ambasciatore israeliano in questo paese.
- ACCUSA DI ORGANIZZAZIONE TERRORISTA
7 militanti del Movimento Teresa Rodríguez sono prigionieri nella caserma
di Cavalleria ubicata nel quartiere Palermo (Buenos Aires), accusati di
detenere armi occultate in “Castelli” -storico “Cabildo”
dell’MTR, ma anche mensa popolare, centro di produzione autogestita
(ortaggi, pane e grembiulini) ed attenzione infantile- per fini eversivi.
- ACCUSA DI AUTORE INTELLETTUALE
spiccato mandato di cattura internazionale contro Roberto Martino,
fondamentale quadro dell’MTR-FAR, molto conosciuto anche in Europa,
accusato di essere l’autore intellettuale dei tentati omicidi di cui
sopra.
1. I FATTI CHE HANNO PORTATO ALL’ARRRESTO DEI 5: il sindaco di Buenos
Aires, Mauricio Macri organico alla destra neoliberale e pure lui padrone
capitalista, organizza il 17 maggio un atto celebrativo del 61°
anniversario della nascita dello stato d’Israele, congiuntamente
all’Ambasciata di questo paese.
Un gruppo di 30 militanti dell’MTR-FAR si presenta a questo atto ed
inizia a distribuire volantini dove si denuncia il genocidio del popolo
palestinese perpetrato dallo stato sionista d’Israele.
Sono IMMEDIATAMENTE e violentemente attaccati dai servizi di sicurezza
presenti (Mossad ed OSA) e 5 militanti sono arrestati dalla polizia
argentina che li conduce direttamente in carcere.
2. PRIME REAZIONE DEL POTERE: il “democratico” e “progressista”
governo argentino viene sottoposto dalle ambasciate di Israele e degli
Stati Uniti ad una forte pressione perché anche in Argentina passi
l’equazione: antisionismo = nazismo; con una logica coerente alle
necessità di capitalismo dipendente che la borghesia argentina esprime, il
governo argentino ha deciso di obbedire.
Per questo, non essendovi elementi che impediscano ai 5 di recuperare la
propria libertà, vengono ritardati i tempi legali di decisione dando
contemporaneamente l’ordine di perquisire “Castelli”. La polizia
esegue la “perquisizione” dalle 20:00 hh del 19 maggio alla 05:hh del
giorno seguente. È una perquisizione che viene sviluppata mediante la
distruzione di tutto quello che la polizia vede, comprese le modestissime
suppellettili dei militanti che hanno la loro casa nel “Cabildo”.
Vengono “trovate” in un bagno e SENZA LA PRESENZA DI ALCUN TESTIMONIO,
due pistole ed una molot. Questo “ritrovamento” motiva l’arresto di
10 militanti dell’MTR che si trovavano in “Castelli”.
3 di loro sono stati posteriormente rilasciati.
In questo “scenario” in divenire, domenica 24 maggio parte il mandato
di cattura internazionale per ROBERTO MARTINO.
3. LO SCENARIO CHE IL GOVERNO STA TENTANDO DI COSTRUIRE: con 12 militanti
dell’MTR-FAR prigionieri nelle carceri, con il mandato di cattura
internazionale per Martino, si da inizio ad una forte campagna mediatica
che cerca di accreditare l’MTR-FAR come un gruppo TERRORISTA, RAZZISTA E
NAZISTA; e da ciò si capisce come la cosa NON DOVREBBE POTER DURARE.
Ma CHE NON POSSA DURARE DIPENDE ANCHE DALLE AZIONI CHE I MOVIMENTI E LE
ORGANIZZAZIONI POPOLARE RIUSCIRANNO AD ESPRIMERE IMMEDIATAMENTE.
PROPOSTA: come Brigate di Solidarietà e per la Pace, aderenti alla
“CONVOCATORIA GUEVARISTA INTERNAZIONALISTA”, fondata a Montevideo nel
novembre 2008, che vede presenti oltre a molte organizzazioni latino
americane anche l’MTR-FAR, proponiamo una serie di iniziative e azioni
autogestite per denunciare questo crimine E CHIEDERE L’IMMEDIATA
SCARCERAZIONE DEI MILITANTI MTR-FAR.
Per quanto concretamente riguarda le iniziative, le immaginiamo sia come:
- firma individuali e collettive di adesione alla richiesta di immediata
scarcerazione (inviarle a:
brisop@inventati.org);
- realizzazione di “censure” davanti alla ambasciata ed ai consolati
dell’Argentina;
- occupazioni di spazi radiali, televisivi e giornalistici (interventi ed
articoli di denuncia e solidarietà).
http://brisop.noblogs.org