Inviato da emerson | 11 Mar, 2009, 13:19
Stanchi di avere paura
Torniamo per le strade con la testa e con i piedi
Le ossessive campagne sulla sicurezza,
agitate da anni da destra e da sinistra, si nutrono di immagini
stereotipate e demagogiche semplificazioni della realtà. Immigrati
criminali, drogati, giovani facinorosi, clandestini da rimpatriare,
ecc.. Se la paura non nasce spontanea occorre costruirla, organizzarla,
suscitarla con ogni mezzo necessario a costo di rovesciare la realtà e
le statistiche, a costo di nascondere o dissimulare i fatti scomodi.
[Firenze]
Giovedì 13 marzo
Chiostro di Piazza Brunelleschi - Facoltà di Lettere e Filosofia
“Corpi di sicurezza: violenza sui corpi e politiche securitarie”
ore 15.00 performance teatrale gruppo “TIde”
ore 16.00 incontro dibattito con attivist* di Facciamo Breccia, Azione Gay e Lesbica, Maschile Plurale, Libere tutte.
***
Sabato 15 Marzo
Alle Minime, nella piazza di fronte alle case popolari di Via Rocca Tedalda
15/03/09 - Via Rocca Tedalda
“La sola sicurezza è libertà e diritti per tutt*” In memoria di Dax
Dalle ore 11.30 Writing_HipHop_Bar in strada
ore 13.00 pranzo all’aperto
ore 16.00 concerto Hip Hop con Bassi Alti e BroinBlack
ore 18.00 incontro dibattito su “Politiche securitarie e nuove destre”
Inviato da emerson | 9 Mar, 2009, 16:40
Due anni son troppo pochi – Il csa nEXt Emerson e’ sotto sgombero –
4 aprile corteo contro lo sgombero e contro il piano strutturale, perche’ la citta’ sia di chi la vive e la ama e non di chi vuole svenderla e ricoprirla di cemento .
Giunge un momento nella vita di ogni esperienza di autogestione nel quale la sopravivvenza del progetto dipende da tutti coloro che gli sono vicini. Giunge un momento nella vita di un’occupazione in cui si profila all’orizzonte una parola bruttissima, che nel vocabolario di italiano non dovrebbe esistere, lo sgombero.
Per il nEXt Emerson si tratta ancora soltanto di un’avvisaglia, ma che non va presa sottogamba.
Cosi’ oggi la vita di questo posto dipende anche da te che stai leggendo questo volantino, e da quanto tutti insieme riusciremo a creare un meccanismo capace di resistere all’assalto del tempo. Abbiamo 20 anni di storia, di cui solo due anni di vita in via di Bellagio, Abbiamo ancora tanta voglia di continuare ad esistere. Le minacce di sgombero possono essere fermate.
[ I fatti ]
Qualche giorno addietro abbiamo saputo che la proprieta’ dello stabile occupato dal nEXt Emerson, sta facendo pressioni per lo sgombero e la demolizione dell’edificio.
Ma chi e’ il proprietario di quest’area ? Non indovinereste mai, perche’ pur essendo un ex fabbrica, su un terreno con destinazione d’uso industriale, si tratta di una cooperativa edile, la cooperativa Unica.
L’acquisto risale ad alcuni anni fa pressapoco nella data dell’occupazione da parte nostra. L’Unica costruisce case, ma per poter edificare su una zona industriale bisogna prima che venga cambiata la destinazione d’uso. Acquistare un’area in attesa che l’amministrazione ne cambi la destinazione d’uso e’ uno dei meccanismi tipici della speculazione edilizia. Ma acquistare un’area industriale non costa cosi’ poco, e nessuno investe se non e’ ragionevolemnte sicuro di poterci riprendere i soldi.
Come mai l’Unica piu’ di due anni or sono era ragionevolmente certa del cambio di destinazione d’uso di quest’area ? E perche’ tutta questa fretta di cacciarci, visto che il piano regolatore ancora non prevede la possibilita’ di costruire sul nEXt Emerson ?
Se fossimo maliziosi potremmo pensare, visti gli inciuci venuti a galla sull’area di Castello, che un paio di anni fa un uccellino abbia sussurato alla cooperativa Unica che quell’area industriale era un buon affare e per il cambio di destinazione d’uso nel piano strutturale non c’erano problemi.
Ora siamo sotto elezioni, dopo un burrascoso inizio anno, tra scandali ed inchieste. E’ arrivato il momento per l’Unica di cercare di forzare la situazione per aggiudicarsi il tanto agognato permesso di costruire. Quando un’amministrazione si prepara a mollare, tenta di porre in salvo gli interessi economici delle lobby che l’hanno sostenuta. Se fossimo in Alice nel paese delle meraviglie, questa si chiamerebbe corsa elettorale, e dal momento che ci siamo capitati nostro malgrado proprio nel mezzo, ora ci tocca di ballare la quadriglia. Se vuoi sei invitato anche tu, ma la posta in gioco e’ molto di piu’ di un centro sociale.
[ Cosa devi fare ]
Per prima cosa fai girare queste informazioni quanto piu’ ti e’ possibile. Noi non possediamo tv, radio o giornali. Il motore della nostra comunicazione sei tu che stai leggendo questo volantino. Sostienici nella campagna contro questo piano strutturale, nel quale il caso Emerson rappresenta solo una piccola parte della posta in gioco: il piano strutturale prevede qualcosa come 3 milioni e mezzo di metri cubi di cemento, l’equivalente di 30 palazzi di giustizia. Pensa che questa citta’ e’ tua, ma tu non hai alcun potere decisionale su quanto accade attorno a te. Il piano strutturale decide come sara’ fatto il tuo quartiere, lo spazio dove vivi tutti i giorni, ma su questo nessuno chiedera’ la tua approvazione.
E’ molto importante far sentire la nostra voce a Unica, per questo puoi fare diverse cose:
* Scrivi una mail a Unica a info@cooperativaunica.it e in copia a unicafirenze@cooperativaunica.it, dicendo la tua sullo sgombero e chiedendo a Unica perche’ nonostante la facciata etica gioca alla speculazione come tutte le altre lobby di potere fiorentino.
* Fai uno squillino a Unica in difesa del csa nEXt Emerson. In orario ufficio dalle 9 alle 18.30 fai uno squillino al 055 2345472, non serve che parli, basta anche solo uno squilino e riattacchi, per far sapere all’Unica che il nEXt Emerson non e’ solo.
Partecipa al corteo del 4 aprile e alle altre iniziative contro il piano strutturale, che potrai leggere dal sito http://nopianostrutturale.noblogs.org
Iscriviti alla newsletter del csa per rimanere aggiornato sulla situazione ed essere informato sulle nostre iniziative.
Per approfondire le questioni relative al piano strutturale, in particolare sull’area di castello visita: soscastello.noblogs.org
Per una critica ragionata sullo sviluppo urbanistico di Firenze
http://eddyburg.it/
Inviato da emerson | 20 Feb, 2009, 18:04
La paura è una marea torna indietro a chi la crea.
La paura è un sentimento molto facile da evocare. Gli umani sono esseri
tremendamente vulnerabili, per loro stessa natura timorosi. Un giorno
arriva un re e dice che i barbari d'Oriente mettono in pericolo la vita di
tutto il regno: verranno, deprederanno villaggi, uccideranno vecchi e
bambini. Bisognerà conquistarli e ucciderli tutti perché ciò non
avvenga.
Un altro giorno arriva un vescovo e dice che gli infedeli mettono in
pericolo la vita di tutta la comunità: per colpa delle loro bestemmie e
della loro dissolutezza rischieremo di bruciare tutti all'inferno.
Bisognerà torturarli e bruciarli tutti perché ciò non avvenga.
Un altro giorno ancora arrivano dei generali americani e dicono che l'asse
del male mette in pericolo la vita della democrazia: verranno,
annulleranno benessere e progresso, porteranno angoscia e disperazione.
Bisognerà costruire bombe atomiche e ucciderli tutti perché ciò non
avvenga.
Ogni guerra è figlia della paura, ogni paura serve a mantenere controllo e
potere.
Agli amministratori pubblici in questi anni è rimasto ben poco da
redistribuire ai sudditi. La torta è stata divisa tra grandi aziende,
banche, enti poco benefici, associazioni mafiose, imprenditori e massoni.
In fondo alla teglia da garantire sono rimaste solo le paure. Se a Firenze
un affitto costa metà di uno stipendio, le fabbriche chiudono una dopo
l'altra, gli spazi verdi e di socialità vengono ingoiati da cemento e
amianto, si dovrà agitare un anonimo mostro chiamato degrado, darsi un
gran da fare per neutralizzare pericolosissimi lavavetri, discutere del
terribile problema dei marciapiedi invasi dai mendicanti, proclamarsi
difensori del decoro e di altri vaghi concetti rispolverati per
l'occasione. Se i giornali dovessero parlare delle paure che rabbuiano il
nostro futuro, parlerebbero di un costo della vita sempre più alto, di
giornate passate a lavorare rischiando di morire per portare a casa due
lire di stipendio, di banche che ci rubano ogni mese un chilo di ossigeno,
del caporalato delle agenzie interinali, di una terra avvelenata da
multinazionali e grandi opere. Ma i giornali devono parlare di mostri, di
barbari, di streghe e del babau, altrimenti nessuno li comprerebbe.
La paura è un sentimento molto facile da evocare, dicevamo. Ma è
altrettanto facile che sfugga di mano all'apprendista stregone che l'ha
creato. Insegnare la paura del diverso non è una magia semplice da
controllare. Puoi ritrovarti con annoiati ragazzini che bruciano immigrati,
impiegati bancari ridotti a moderni taxi driver, pensionati lacerati dalla
paranoia, ometti di periferia organizzati in ronde fasciste. Probabilmente
nessuno farà più molto caso a tangenti, appalti truccati e nomine
garantite. Una società così, però, è una società sull'orlo di una
crisi di nervi e quando ne saranno rimaste solo le macerie voltarsi
indietro a guardare il mostro che si è costruito sarà davvero ormai
inutile.
Noi che non abbiamo da spaventare nessuno
non vogliamo piu’ convivere con la paura
che ci stringe con i suoi tentacoli quotidiani.
Non aspettiamo re, vescovi e generali che ci difendano
da ciò che loro stessi creano.
Non abbiamo paura degli alieni e dei mostri,
affrontiamo paure e ansie vivendo le nostre città
e ricostruendo il nostro futuro.
Inviato da emerson | 5 Feb, 2009, 18:27
Sabato 7 Febbraio dalle ore 21.00
Al Centro di Accoglienza Autogestito di Via Luca Giordano 21
Presenza Antifascista e
Proiezioni contro il Revisionismo Storico
- "Il Leone del Deserto" (1981)
- "Fascist Legacy": Crimini e Criminali del colonialismo fascista.
In contemporanea al corteo di Alleanza Nazionale & Co. "per non dimenticare i crimini del comunismo" ed al successivo "concerto identitario" a Casaggì.
Perchè non possiamo accettare falsificazioni e rovesciamenti nè della storia nè del presente.
2 note sulle proiezioni.
"Fascist Legacy": Crimini e Criminali del colonialismo fascista.
un documentario sui crimini di guerra italiani nella Seconda Guerra
Mondiale, realizzato dalla BBC.
La prima parte tratta dei crimini di guerra commessi durante l'invasione
italiana dell'Etiopia e nel Regno di Jugoslavia. Enfasi vi viene posta
sull'impiego dell'iprite, o gas mostarda, da parte del Generale Pietro
Badoglio, sui bombardamenti di ospedali della Croce Rossa e sulle
rappresaglie dopo un attentato contro l'allora Governatore italiano
dell'Etiopia. La sezione che esamina l'occupazione della Jugoslavia cita
gli oltre 200 campi di prigionia italiani sparsi nei Balcani, in cui
morirono 250.000 internati (600.000 secondo il governo jugoslavo), e si
sofferma sulle testimonianze relative al campo di concentramento di Arbe
(Rab in lingua serbo-croata) e sulle atrocità commesse nel villaggio
croato di Podhum, presso Fiume.
La seconda parte tratta del periodo successivo alla capitolazione italiana
nel 1943 e si rivolge principalmente all'ipocrisia mostrata tanto dagli USA
quanto soprattutto dai britannici in questa fase. L'Etiopia, la Jugoslavia
e la Grecia richiesero l'estradizione di 1,200 criminali di guerra italiani
(i più attivamente ricercati furono Pietro Badoglio, Mario Roatta e
Rodolfo Graziani), sugli atti dei quali fu fornita una completa
documentazione. Entrambi i governi alleati videro però in Badoglio anche
una garanzia per un dopoguerra non comunista in Italia, e fecero del loro
meglio per ritardare tali richieste fino al 1947 quando i Trattati di
Parigi restituirono la piena sovranità al paese: gli stati sovrani in
genere non estradano i propri cittadini. L'unico ufficiale italiano mai
perseguito e condannato a morte da un tribunale britannico fu un
antifascista, Nicola Bellomo, responsabile della morte di prigionieri di
guerra britannici.
"Il Leone del Deserto" (1981) di Moustapha Akkad
Censurato e Vietato in Italia dal 1982 perchè, disse Giulio Andreotti
"danneggia l'onore dell'esercito".
È l'anno 1929 e l'allora capo del governo italiano, il dittatore fascista
Benito Mussolini (Rod Steiger) deve confrontarsi con la ventennale guerra
intrapresa dai patrioti arabi e berberi di Libia che si battono contro il
colonialismo italiano e le sue rivendicazioni di una "quarta sponda", a
simboleggiare un rinato Impero Romano sul suolo d'Africa. L'Italia aveva
occupato il Paese nel 1912, che fino allora faceva parte dell'Impero
Ottomano. Mussolini nomina il generale Rodolfo Graziani (Oliver Reed) come
suo sesto Governatore di Libia, sicuro che un militare di tale credito
saprà schiacciare la rivolta e ristabilire le passate glorie della Roma
imperiale.
Ad ispirare e guidare la resistenza agli oppressori è un uomo solo: Omar
al-Mukhtar (Anthony Quinn). Insegnante di professione, partigiano per
dovere, Omar al-Mukhtar si è votato ad una lotta che non potrà vedere
vinta nel corso della propria vita. Un arrogante imperialista contro un
idealista con un'ideologia, lo scontro è fra due nemici implacabili.
Inviato da emerson | 28 Gen, 2009, 23:36
I CANNIBALI
"UN 'ANTICO PALAZZO NEL CUORE DELLA MIA CITTA'"
Abbiamo
appreso, non certo con stupore, che lo stabile di Via dell'Anguillara
14 è stato sottoposto a sequestro preventivo da parte dei Vigili Urbani
su ordine del gip Paola Palasciano per reati che vanno dall'abuso
edilizio e violazione dei beni culturali...
UN PO' DI STORIA RECENTE
Era il 2004, un gruppo di famiglie
sotto sfratto chiede il sostegno sia dell'Unione Inquilini che del
Movimento di lotta per la casa. Sono sette nuclei che vogliono
resistere all'assalto speculativo, tutti sotto sfratto per finita
locazione. Famiglie storiche, resistenti al punto giusto, spirito
libertario, che nel cuore della città non guasta mai...
Dopo alcuni mesi di resistenza, decidiamo, con il consenso delle
famiglie sfrattate, di cominciare ad occupare i numerosi alloggi
liberati, sotto pressione da parte della proprietà, nel corso del tempo.
Inizia
una battaglia di resistenza contro l'ingerenza dei grandi gruppi
immobiliari nel centro cittadino. Si organizzano cortei, mostre, feste,
picchetti e questa stagione di iniziativa rallenta l'inizio dei lavori.
La prima volta che arrivano gli operai della ditta DE TOMASSI S.R.L
(IMMOBILIARE ROMANA) il blocco di sfrattati e occupanti impedisce
l'inizio dei lavori. La resistenza dura oltre due anni. Le famiglie
sotto sfratto, residenti da anni nello stabile escono solo dopo avere
ottenuto un cospicuo rimborso economico. Gli occupanti reggono altri
sette mesi, ed escono solo dopo avere occupato l'ospedale militare in
Via Monte Uliveto (un altro pezzo importante del cuore fiorentino,
anch'esso inutilizzato da anni e tolto da qualsivoglia speculazione).
L'Immobiliare De Tomassi ottiene i cambiamenti di destinazione d'uso e
comincia il saccheggio dello stabile.
CENNI STORICI
Le forti preoccupazioni del movimento e
dell'Unione Inquilini sul totale disinteresse delle istituzioni locali
intorno a pezzi di propria appartenenza è eloquente...
Il palazzo è
nato nel 1400. Il primo proprietario era un famoso cavaliere di
ventura, Baldaccio D'Anghiari. Il film "HANNIBAL" ne riporta la tragica
fine in Palazzo Vecchio. La storia ci ricorda che la sua uccisione fu
ordinata da Cosimo de Medici e la sua testa mozzata esposta in Piazza
Signoria per essere di monito al popolo.
Porte in pietra serena, affreschi, sale monumentali. Lo stesso stabile,
nel periodo ottocentesco e ai primi del novecento era usato dal popolo,
infatti si chiamava palazzo " delle reali poste"...
Nel
periodo della seconda guerra mondiale la gente usava il "POZZO" dello
stabile per attingere l'acqua. Infatti il nome dell'adiacente Via
dell'Acqua DERIVA PROPRIO DALL'ESISTENZA DI TALE POZZO.
Difficile pensare che questo patrimonio della città sia stato
consegnato ad una immobiliare senza scrupoli che è riuscita a
distruggere tutto. Banditi amici di Coppola e Riccucci, personaggi, che
nel mondo di oggi, in nome dei profitti riescono a cancellare anche la
storia della città stessa.
Per i cultori dell'ODIO RAZZIALE come Giovanni Donzelli la storia di
Via dell'Anguillara è ESEMPLIFICATIVA di come funziona il mondo, da che
parte stanno i servi e chi invece non accetta le regole di questo
sporco gioco.
DA PARTE NOSTRA NON LASCEREMO CHE LA STORIA DI QUESTO PALAZZO
FINISCA QUI. IL BENE DEVE RITORNARE PUBBLICO. L'IMMOBILIARE "DE
TOMASSI" DEVE RITORNARE NELLA CITTA' DA DOVE E' PROVENUTA.
Sabato 31 ore 10.30
Presidio sotto l'ex palazzo occupato di via dell'Anguillara 41
Contro la speculazione e l'illegalità istituzionale
per un centro storico ed una città di tutti e tutte
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA, GLI EX INQUILINI E GLI EX OCCUPANTI