Genova-G8: presidio a Firenze in solidarieta' con gli imputati.

Inviato da emerson | 17 Dic, 2007, 10:20

Lunedi' 17 dicembre

ore  18.00 - piazza del mercato centrale - Firenze

presidio in solidarieta' con i 25 imputati di Genova.


La pace scritta in tribunale

Il tribunale di Genova venerdi' 14 dicembre ha emanato la sentenza di primo grado contro i 25 manifestanti scelti tra i 300.000 che erano a Genova nel 2001: 24 condanne tra i 5 mesi e gli 11 anni di carcere, 1 solo assolto.

14 sono stati condannati per danneggiamento durante le cariche in via Tolemaide, con pene che vanno dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo. Gli altri 10 sono stati condannati per devastazione e saccheggio: da 6 a 11 anni.

Giustizia dunque e' fatta, la storia e' scritta, revisionata e corretta.

Il filo che in questi anni ha cucito questa rassicurante coperta e' partito dalla scelta del reato da contestare (devastazione e saccheggio e' un reato di guerra, usato ad esempio nel processo alla catastrofe del Vajont, dove gli imputati furono assolti), e' proseguito durante il processo, dove sfilavano come testimoni gli stessi poliziotti che nel 2001 massacrarono e torturarono centinaia di persone, e' arrivato fino alla richiesta di pene esemplari (255 anni) e alla sentenza di venerdi'.

Ma il vero processo era gia' iniziato nel 2001, la sentenza decisa ancora prima dell'inizio. Ci sono i manifestanti buoni e quelli cattivi. Per colpa dei cattivi che spaccano le cose i buoni verranno massacrati e torturati. All'interno poi dei cattivi ci sono quelli in fondo buoni, che hanno risposto solo a delle provocazioni, e quelli cattivissimi dentro, che avevano pianificato tutto e di cui non si deve avere pieta'. Tutto ritrova un senso.

Questa sentenza prima ancora dei tribunali l'hanno scritta i giornalisti, i politici, gli onesti cittadini e tutte le 300.000 persone che erano a Genova nel 2001 e in questi anni hanno permesso che quello che avevano vissuto venisse cancellato e riscritto. 25 capri espiatori hanno fatto comodo a molti: per farsi una carriera, per acquietare i propri sensi di colpa, o piu' semplicemente per essere rassicurati.

Le vetrine non si toccano, le banche si rispettano. La testa va tenuta bassa.

“...il giorno dopo c'erano i segni - di una pace terrificante.”
Csa NextEmerson

SABATO 15 DICEMBRE NO DAL MOLIN PARTENZA IN TRENO DA FIRENZE ORE 9.00 DA RIFREDI

Inviato da emerson | 7 Dic, 2007, 19:59

"Rovesciare le città" e "classe a venire": intervista aperta a Toni Negri: Mercoledi 12 Dicembre in Viale Matteotti 15

Inviato da emerson | 3 Dic, 2007, 18:28

DIVENIRE METROPOLI, ROVESCIARE LE CITTÀ.

12 DICEMBRE, *case occupate di *VIALE MATTEOTTI 15*.

ORE 17.00  Dibattito con:

- Toni Negri, filosofo.

- Marvi Maggio, architetta ricercatrice della rete INURA

- Fabrizio Bertini, Presidio permanente per la non riapertura dell' inceneritore di Montale (Pt) e Rete Nazionale Rifiuti Zero

- Dariuche Dowlatchai (Associazione Hassan Fathi)

- Lorenzo Bargellini, Movimento di Lotta per la Casa di Firenze

 

ore  21.00

  dopo una pausa per la cena: intervista aperta:

CLASSE A-VENIRE IL LESSICO E LE CATEGORIE DEL MONDO IN TRASFORMAZIONE:

DIECI DOMANDE A  TONI NEGRI , SU CAPITALE E LOTTA DI CLASSE.

 introducono: Massimo Cervelli e Vittorio Sergi 

* Più della metà della popolazione mondiale vive oggi nelle aree metropolitane. La misura economica e politica della città italiana e della sua provincia estesa viene oggi sussunta all'interno della relazione metropolitana. Leggere le trasformazioni urbane, sociali ed economiche attraverso questa relazione significa interpretare non solamente la fisicità dello spazio urbano ma anche un paradigma di relazione tra il tempo, lo spazio e le forme di produzione. Infatti un processo antagonistico tra due parti, la cui relazione consiste nell'inimicizia, innerva totalmente la metropoli. Da un lato essa consiste, fedele alla sua etimologia, nell'esercizio di un comando che si irradia su tutti gli altri territori -- per questo ovunque vi è della metropoli. Essa è lo spazio in cui e da cui l'intensità e la concentrazione dei dispositivi dell'oppressione, dello sfruttamento e del dominio si esprimono al loro massimo grado ed estensione. Nella metropoli collassano e finiscono la città e la campagna, la modernità e le seconde nature. Nella metropoli l'industria, la comunicazione e lo spettacolo fanno un tutt'uno produttivo, laddove al governo è demandato il compito di connettere e controllare la cooperazione sociale che ne è alla base per poi poterne estrarne plusvalore attraverso gli apparati biopolitici. [....] Nell'estensione metropolitana della vita comune vive l' intensità dell'immaginazione rivoluzionaria del comunismo che viene. Questo incontro si propone come uno strumento di analisi delle trasformazioni profonde che stanno interessando l'area metropolitana di Firenze e più in generale tutte le aree urbane del continente europeo. Le specificità di Firenze e della sua regione rappresentano il terreno concreto su cui si esercitano i progetti, i tentativi, i successi e gli insuccessi di sovvertire il presente dominato dalla miseria di uno sfruttamento biopolitico sempre più intenso. la lotta contro la rendita e lo sfruttamento dell'ambiente nel ciclo produttivo post-fordista sono lo scenario quotidiano su cui agiscono oggi i soggetti sociali antagonisti, sovversivi, creativi. Interpretare questa realtà è fondamentale per tracciare una mappa delle azioni e dei progetti.

Movimento di lotta per la casa

GlobalProject Firenze 

Assemblea con i NO DAL MOLIN in preparazione del corteo a Vicenza del 15 dic.

Inviato da emerson | 2 Dic, 2007, 17:24

Mercoledi 5 Dic. ore 18.00 nello stabile occupato di Viale Matteotti 15  

Continuano le mobilitazioni per fermare i lavori della base USA al Dal Molin di Vicenza.
Poche settimane fa il Presidio Permanente ha vinto la sua battaglia contro i primi lavori e la società che stava bonificando il
territorio ha rinunciato all’appalto e ritirato i propri operai. Ma non è bastato, la decisione di costruire una base di guerra e di morte rimane, e l’inizio dei lavori viene confermato per Giugno 2008.
Il 14, 15 e 16 dicembre ci sarà una tre giorni europea per mettere in relazione tutti quei movimenti, gruppi, comitati, associazioni che lottano contro la guerra, per la difesa del territorio e dei beni comuni, dalla lotta delle comunità ceche contro l’installazione dello scudo stellare alle reti olandesi contro le basi militari, dal No TAV al No Mose, da Napoli a Camp Darby.
Sabato 15 Dicembre sarà la Manifestazione Europea.
Tutti/e a Vicenza Contro la Guerra e le basi militari, contro le negazioni di diritti e le esportazioni di morte e distuzione, Contro la devastazione dei territori e per la difesa dei beni comuni.

Organizziamo i "No War Express" per la manifestazione europea 

 

Asilo e Panico sgomberati

Inviato da emerson | 1 Dic, 2007, 19:43

Una giornata di ordinario degrado fiorentino

All'alba di giovedì 29 novembre, drappelli di forze dell'ordine si sono presentati all'Asilo (in via Bolognese) con un mandato di sgombero e uno di perquisizione. Contemporaneamente altri drappelli si trovavano nell'area San Salvi a perquisire e sgomberare il Panico. Mentre al Panico gli occupanti sono riusciti a salire sul tetto (e a resistervi sopra fino alle 19.00), quelli dell'Asilo sono stati portati in questura e trattenuti per tutto il pomeriggio.

Lo sgombero dell'Asilo era purtroppo annunciato, da quando all'immobile era stata cambiata la destinazione d'uso verso nuove e edificanti speculazioni edilizie. Restava solo da togliere l'impiccio di quei ragazzi che ne avevano fatto la loro casa e un luogo di socialità e autogestione.

Meno atteso era che insieme allo sgombero si agitasse lo spauracchio dell'associazione sovversiva e che la casa venisse perquisita in cerca di armi, probabilmente anche di una cellula di terroristi islamici travestiti e dell'assassino di Meredith.

Questa dell'inchiesta con aggettivi roboanti e paroloni altisonanti è una tecnica usata sempre più spesso per seminare paura e per tappare la bocca. Con una saggia e ponderata scelta di parole e fumo negli occhi si riesce a far credere in un battibaleno che valga la pena rinunciare ai pochi spazi liberi rimasti in città per cedere il posto a delle più tranquillizzanti villette in cemento armato.

Grazie, ora che questi covi di pericolosi criminali sono stati bonificati ci sentiamo tutti molto più al sicuro.